La legge del taglione (sulla sanità)!



Dunque alla fine il decreto Enti Locali è passato e adesso bisognerà capire chi farà le spese di questo ennesimo taglio inferto ai servizi.
Anzi come dice il ministro Lorenzin non chiamiamoli tagli, ma parliamo di “razionalizzazione”.
Io non sono sicuramente un membro dell’Accademia della Crusca, ma se il DDL contiene delle riduzioni di spesa, a me pare si parli di tagli, ma ovviamente lascio ai posteri l’ardua sentenza.
Fatto sta che già per il 2015 la sanità pubblica vedrà 2.3 miliardi in meno Il ministro assicura che non si andrà ad inficiare i servizi offerti al cittadino, bensì andranno a colpire gli sprechi.
Quali? La Lorezin ha dato due esempi che vanno nella direzione opposta: prestazioni specialistiche non necessarie e medici che elargiscono troppi esami.

Per carità, è giusto razionalizzare queste spese, così come è corretto intervenire sui tanti furbetti che vanno al pronto soccorso a farsi gli esami del sangue fingendo indigestioni o malesseri vaghi, ma se la cura si limita a questo sarà solo un blando palliativo.
Un recente articolo dell’Linkiesta sui costi della sanità ha ben evidenziato una situazione nota agli addetti ai lavori, non solo al Sud, ma anche nell’efficientissimo Nord.
L’esempio più lampante è che il personale amministrativo del Piemonte risulta più alto di quello siciliano di quasi 3 punti percentuali (il 13.7% contro il 10.9%), ma questo non significare che le code sono più snelle a Torino rispetto a Palermo, anzi…

Adesso comunque la palla è passata alle Regioni, che dovranno decidere come procedere.
Tagliare o aumentare le tasse? Sicuramente il buon senso direbbe la prima scelta e su questa ipotesi peserà molto il come tagliare.
Un buon risparmio potrebbe arrivare dall’attuazione della riorganizzazione degli approvvigionamenti (come spesso ventilato da Sor Matteo) e qualche magna-magna potrebbe sparire, evitando ridicole farse che gli stessi prodotti hanno prezzi così diversi dal Piemonte alla Campania o dal Veneto alla Sardegna.

I tempi biblici con cui si muove questo provvedimento paventano però che si finisca per tagliare ulteriormente sul capitolo di spesa più cicciotto: il personale!
Ci potrebbe anche stare, visto quanto scritto sopra a proposito degli amministrativi piemontesi, ma il direttore generale di turno sarà disposto a rinunciare al suo stuolo di colletti bianchi? O preferirà tagliare altrove?
Perché anche tra amministrativi c’è differenza…

Sperando che la decisione non ricada sul personale paramedico, perché già oggi molti reparti ospedalieri lavorano sotto organico, colpa soprattutto del fatto che i pensionandi non vengono sostituiti da nuove unità.
Pochi forse si rendono conto che la tanto declamata eccellenza sanitaria italiana si deve soprattutto all’impegno di chi rinuncia ai riposi pur di non creare disagi ai malati.

Un problema che però potrebbe essere affrontato razionalizzando i servizi offerti dalle singole strutture.
Perché, ad esempio, si continuano a gestire i piccoli ospedali come entità a se, creando inutili doppioni a poche decine di km l’uno dall’altro?
Che senso ha avere 4 reparti di chirurgia nel raggio di 30 km se poi non si ha il personale per mandarli avanti a pieno regime e devi continuamente diminuire i posti letto?

Non ha più senso creare un centro di eccellenza nell’Ospedale maggiore di zona e adibire gli altri centri a lungo degenza, migliorando le strutture polispecialistiche ambulatoriali?
In questo modo il vecchietto di turno che deve andare a fare fisioterapia potrebbe recarsi nell’ospedale vicino casa, mentre verrebbe trasferito in città solo per esser operato.

Ovviamente qui il buon senso lascia il passo ad un complesso meccanismo di compiacenze, favori e via dicendo legati indissolubilmente alla politica e difficili da scardinare.
Strutture nate in paesini che formano il bacino elettorale di questo o quel partito per garantire posti pubblici ad elettori accomodanti, ma guai però a dirlo o scriverlo, perché si offendono pure!
Ogni volta che si parla dei piccoli ospedali si alzano le barricate senza che nessuno offra una seria alternativa per ridurre gli sprechi.

Evidentemente avere l’ospedale nel paesello è diventato uno status symbol, però non lamentiamoci se andremo a pagare una Tac dieci volte più di oggi…

Pubblicato su NoviOnLine il 31 luglio 2015 – Leggi l’articolo

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One thought on “La legge del taglione (sulla sanità)!

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