#ItaliaSiamoNoi


“Noi Romani dovremmo metterci una maglietta con su scritto: ‘Roma sono io’, armarci di scopa, raccoglitore e busta della mondezza, e ripulire ognuno il proprio angoletto della città.”
Così esordiva ed esortava Alessandro Gassman a fine luglio a riscatto dell’immagine della Capitale immersa nella spazzatura che aveva fatto il giro del Mondo.
Le parole dell’attore dopo la brutta figura mondiale avevano generato una vera e propria ondata di twitt, post e immagini di gente che armati di paletta ramazzava il “proprio angoletto di città”.
Non solo Roma, ma anche Milano, Firenze, Bologna e realtà più piccole come Vigevano, perché ovviamente la “grande monnezza” non sta solo a Roma o a Napoli, ma esiste in molte realtà cittadine.
Non tutti i cittadini romani, però, si sono rimboccati le maniche e hanno risposto per le rime all’attore.
Alcuni rinfacciandogli di aver sostenuto Marino, attuale Sindaco, durante la campagna elettorale del 2013, altri lamentando disservizi nel servizio della raccolta dei rifiuti, servizio pagato a caro prezzo.
Perché se è vero che molta sporcizia deriva da una cattiva educazione civica, è altrettanto vero che ci sono delle cause politiche e di mal costume che contribuiscono non poco a questo “monnezzaio”.
Si va dalla parentopoli dell’era Alemanno, passando per il 40% dei mezzi guasti e terminando con l’alto assenteismo dei netturbini capitolini (quasi uno su sette s’imbosca durante il servizio).
Qualcuno ha ironizzato chiedendo: “ma dopo aver raccolto la monnezza, mi metto a guidare pure l’autobus? Visto che l’autista sta col netturbino a prender il caffè al bar… “
A beneficiare dell’appello di Gassman sono state le associazioni come Retake o Legambiente che da sempre di battono per il recupero degli spazi e dei beni pubblici che versano in uno stato di degrado; proprio grazie al clamore suscitato in tanti hanno scoperto che esistono già da diversi anni gruppi di cittadini che si impegnano nella pulizia della propria città, ma tutto questo accadeva a fine luglio, a distanza di un mese e passato tutto il carosello mediatico, cosa rimane?
A giudicare dalle strade direi ben poco…
Superato il momento di orgoglio “virtuale”, dove in molti si postavano sui social network intenti a pulire, adesso tutto pare esser tornato alla (sporca) normalità, perché in fondo c’erano anche le ferie di mezzo, quindi c’era altro a cui pensare.
In fondo quelli che mugugnano sulla questione tasse tutto sommato hanno ragione: pago e voglio un servizio!
Del resto se già ho fatto #RomaSonoIo, mica posso pure esser #Varazze o #Rimini, altrimenti faccio il “monnezzaro on the road”…
Battute a parte, sull’argomento “pago ergo pretendo” sono in parte d’accordo, perché i costi dei rifiuti sono in continuo aumento e il servizio offerto è costantemente in calo.
Anche nelle medie realtà molte volte chi definisce la raccolta rifiuti non conosce il territorio (Inadeguatezza? Menefreghismo? Spalle coperte?) e spesso ti trovi a passeggiare la domenica mattina in mezzo a tanti cassonetti strapieni e pensi: “che bella figura, sembra Roma!”
Non è forse vero il detto latino Roma Caput Mundi?
Sprechi, parentopoli e assenteismo non sono forse ben distribuiti anche al nord?
Sicuramente ci sono le eccezioni e proprio in ferie magari ti capita di andare in Alto Adige e di notare la differenza: in sud tirolo sembrano estinti i writers; sali su treni intonsi, senza sedili divelti o firme sulle pareti; cammini per le città della provincia e non vedi rumenta per terra.
Sicuramente si potrà obiettare che essendo una Provincia autonoma ha più fondi da spendere, ma non sarà anche un problema di cultura e attaccamento alla propria terra?
Ad esempio lo sapevate che se gli imballaggi in plastica contengono più di 15 % di materiali estranei, prima di essere mandati al riciclaggio, devono passare un’ulteriore cernita manuale, aumentando quindi i costi del servizio?
Oppure perché prima di buttare uno scontrino per terra non ci giriamo intorno per trovare un cestino?
Per non parlare delle tante cacche lasciate come ricordino dai nostri amici a quattro zampe, davvero costa così tanta fatica tirarli su?
Solo quando capiremo che #ItaliaSiamoNoi riusciremo a trasformarci in una società civile, fino ad allora saremo solo tanti buzzurri…

Pubblicato su NoviOnLine il 28 agosto 2015 – Leggi l’articolo

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