Metti una pecora all’Expo2015



Dopo tanto sentir parlare di Expo alla fine sono riuscito ad andare a vedere personalmente questo evento mondiale che stiamo ospitando in questi mesi.
La prima sensazione è che in molti credano di trovarsi davanti alla versione più in grande dell’Artigiano in Fiera che si tiene a dicembre.Lo capisci dalle facce deluse di quelli che escono dai padiglioni pensando di trovarci stuzzichini locali…
Pertanto se l’idea era di sensibilizzare la gente “per un futuro sostenibile” direi che l’obiettivo è mancato e l’assalto alle torri Svizzere ne è l’esempio migliore.
Superato il non tanto breve percorso che dall’uscita del metrò porta all’ingresso dell’esposizione, ci troviamo finalmente dentro ad Expo 2015 e veniamo accolti da numerose statue: Norcino, Enolo, Fornaro, Minestrello, Pasticcina, Ortolino e Macedonia.
Tutte statue variamente composte da prodotti ortofrutticoli, pesci, uccelli e bevande.
Un plauso va sicuramente all’apparato sicurezza, perché la presenza delle Forze dell’Ordine non si limita ai cancelli, ma incontri spesso pattuglie che girano per l’esposizione, garantendo di fatto la tranquillità dei visitatori.
Altra cosa che noti è la pulizia di Expo: i cestini non sono mai colmi e per terra non vedi cartacce, nonostante la gente incivile che prospera sempre.
Premetto che per evitare di perdere tempo ho saltato i padiglioni con code troppo lunghe, perché volendoci tornare una seconda volta, preferivo fare un giro panoramico.
In questo modo in circa 9 ore abbiamo visitato diversi padiglioni: Cina, Azerbaijan, UK, Spagna, Romania, Francia, Svizzera, Austria, USA, Turchia, Quatar e Russia
A metà Cardo troviamo la prima scoperta di Expo 2015, ovvero la mostra “Tesori d’Italia” curata da Vittorio Sgarbi, che si trova in fondo al padiglione Eaitaly, al primo piano.
Un giro d’Italia artistico che sicuramente merita di esser visto, nonostante le critiche mosse a Sgarbi, perché si possono ammirare diversi capolavori italiani che spesso appartengono a collezioni private.
Altra scoperta sono stat e le colonne che dispensano acqua potabile naturale e gassata, garantendo quindi ai visitatori un ristoro gratuito.
Alcuni padiglioni, come la Romania, mi hanno deluso perché sono semplici scatole vuote con un filmato in loop che presenta il Paese, senza nessuna info sui prodotti ortofrutticoli o sulle innovazioni agroalimentari del posto.
Altri invece sono stati molto interessanti per l’elaborata creazione dei padiglioni (ad esempio la terrazza panoramica della Russia, gli orti verticali degli USA o i “vasi” della Turchia)
Altri ancora hanno offerto una suggestiva immersione nell’ambiente (UK e Austria) oppure offrivano informazioni sul Paese in modo creativo e interattivo (Quatar e Azerbaijan)
Al prossimo giro proveremo i tanto declamati padiglioni del Giappone e dell’Italia (dove pare servono 40minuti a visita), oltre a vedere l’albero della vita in versione notturna, ma in generale devo dire che Expo2015 mi è piaciuto.
Stando ai numeri abbiamo gradito in molti, peccato che tutto nasca e muoia nell’area espositiva, perché nemmeno Rho (Comune che ospita l’area) ha avuto ritorni in termini di presenza turistica.
Da questo punto di vista Expo è stata una grande occasione mancata per far conoscere il territorio circostante: nessuna iniziativa, nessun evento o manifestazione che potesse incuriosire il visitatore nello scoprire quello che c’è oltre Expo.
Anzi per disincentivare l’uscita precoce dal sito espositivo è arrivata l’apertura serale; l’Expo Happy Hour ha sicuramente dato fiato ai numeri (garantendo un maggiore afflusso di visitatori), ma è stato l’ulteriore drenaggio di turisti dal territorio.
In pratica il visitatore può arrivare al mattino e uscire a sera inoltrata, svuotato di energie e felice di aver fatto anche l’aperitivo sulla terrazza americana.
Perché ad esempio non si è pensato di creare un biglietto trasporti settimanale EXPO2015?
Coinvolgendo Trenord e grazie al biglietto EXPO si poteva dare la possibilità al turista di usare treni e mezzi pubblici lombardi gratuitamente o ad un prezzo politico.
Questo magari avrebbe invogliato qualche folle a visitare le città lombarde, sempre che queste avessero organizzato meglio la loro offerta turistica…
Lato PIL sicuramente Expo ha portato nuovi posti di lavoro (circa 100mila) e aiutato l’economia con un rialzo dello 0,1% e pertanto la tanto sbandierata ripresa italiana che Renzi pubblicizza in questi giorni è in realtà una bolla di sapone che si sgonfierà nel 2016, ma se oramai lato turismo il treno expo è passato e lato economia passerà presto, cosa rimarrà dopo del sito?
Le Nazioni partecipanti hanno tempo fino al 2016 per smantellare i padiglioni, ma si parla da tempo dello spostamento della Statale da Città Studi, circa ventimila persone tra docenti e studenti, con tanto di creazione di un acceleratore di particelle sotto il Decumano, pertanto diversi Stati si sono offerti di donare i propri allestimenti per la scienza.
Anche il Milan si è detto interessato a occupare parte dell’area per costruirci un nuovo stadio, ma sembra oramai chiaro che l’intera area non potrà esser salvata.
Il vero problema è che ad oggi, a poco meno di due mesi dalla fine di Expo2015, è ancora tutto fermo, perché Arexpo (la società che gestisce l’area) non ha ancora deciso cosa fare
Il Rettore della Statale ha chiaramente detto che se entro Dicembre non si decide qualche cosa, l’Università si tira indietro, basterà questa minaccia a smuovere le acque?
Oppure assisteremo all’ennesimo schifo italiano?

Pubblicato su NoviOnLine il 04 settembre 2015, leggi l’articolo

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