Affogati e contenti



L’Italia è diventato un Paese soggetto non tanto alla stagione delle piogge, quanto a forti temporali improvvisi che si riversano sul territorio e devastano in pochi minuti tutto quello che c’è sotto.
A detta di molti il nostro Paese non è mai stato soggetto a simili eventi, ma da alcuni anni assistiamo a forti nubifragi devastanti, tanto che in alcune città si cerca di correre ai ripari prima che accadano.

Ne è un esempio Genova, dove gli “angeli del fango” hanno deciso di fare prevenzione ripulendo i tombini e tagliando le ramaglie lungo i canali, in modo che l’eventuale ondata d’acqua si riversi nelle fogne senza allagare strade e cantine.

Una bella iniziativa che sottolinea, però, la totale incuria in cui le amministrazioni locali lasciano le reti fognarie, i letti dei torrenti e in generale la manutenzione delle proprie città. Cantonieri, stradini e operai comunali sicuramente sono troppo pochi per gestire tutto, ma all’opera non se ne vedono quasi mai ed in molti si domandano dove vengono impiegati.

In più con la scusa delle poche risorse economiche, molte amministrazioni non appaltano la gestione dell’ordinario, salvo poi spendere migliaia di euro in laute consulenze per i motivi più disparati. Perché dobbiamo contare milioni di danni e in alcuni casi anche dei morti ogni anno?

Se veramente non si riesce a capire l’importanza di pulire fogne e tombini o falciare prati, preferendo favorire stimati (e spesso amici) consulenti, non è ammissibile poi dire “non ce lo aspettavamo”, perché lo stato di abbandono in cui versa il territorio è palese.

Anzi mi sorprende che la magistratura non sia ancora intervenuta per indagare gli amministratori pubblici per disastro colposo, perché le bombe d’acqua esistono solo grazie all’incuria umana! Il termine “bomba d’acqua” infatti è stato inventato dai media, ma per i meteorologi non esiste, si tratta di forti temporali, nubifragi e via dicendo; tutti fenomeni naturali che sono sempre accaduti.

Inutile nascondersi dietro ai cambiamenti climatici, questa situazione inizialmente sarà pure stata straordinaria, ma assistiamo da diversi anni a questi fenomeni e nessun amministratore ha cambiato la propria lista delle priorità, salvo poi gridare AIUTO dopo il cataclisma e chiedere lo stato di calamità.

Ben venga quindi l’aiuto dei privati cittadini per salvare le proprie città, ma non basta il loro intervento a limitare i danni, perché ad esempio anche i cantieri abbandonati possono contribuire a intasare scoli e tombini e qui i cittadini non possono intervenire.

Teloni lacerati dal tempo, sacchi abbandonati e via dicendo, tutti ottimi materiali che la furia dell’acqua può trasportare fino al primo ostacolo, favorendo l’innalzamento dell’acqua e quindi l’allagamento del territorio. Nessuno poi considera gli effetti della cementificazione selvaggia, che favorisce l’impermeabilità del terreno, oppure il disboscamento, che contribuisce al cedimento del terreno, trasformandolo in fango.  Sono cose sotto gli occhi di tutti e nessuno fa nulla.

Fino al prossimo nubifragio, quando si accuserà il clima e si conteranno i danni, cari politici perché non iniziare a prevenire?

pubblicato su NoviOnLine il 11 settembre 2015 – Leggi l’articolo

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One thought on “Affogati e contenti

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