Mani in alto: questo è il Bail-in!


Tempi duri per i risparmiatori che si affidano alle Banche e l’assaggio l’hanno avuto i correntisti delle Banche coinvolte nel famigerato decreto “SalvaBanche”.
Con un colpo di spugna virtuale, tutti i correntisti che avevano investito in obbligazioni subordinate si sono visti azzerare i propri risparmi.
La polemica esplosa è scontata, con da un lato la maggioranza che difende l’operato del Governo (e la posizione scomoda della Boschi) e l’opposizione che va all’assalto, parlando di scandalo.

Ovviamente la politica la butta sempre in rissa e non si riesce mai ad analizzare le questioni con lucidità, tanto che Renzi ha subito messo in pista un fondo di solidarietà da 100 milioni per rimborsare i correntisti rimasti fregati, non considerando che in pratica sconfessa se stesso: prima spazzola via per decreto i soldi dei risparmiatori e poi tramite fondo glieli restituisce! Quindi vuol dire che la prima azione era sbagliata?
Tutto è nato dal suicidio di quel pensionato di 78 anni che aveva investito 100mila euro in obbligazioni subordinate. Caso umano a parte, forse è venuto il momento che chi investe capisca bene cosa sta facendo e se si affida troppo al promotore di turno, ingolositi da rendimenti poco aderenti alla realtà, è giusto pagarne le conseguenze.
Perchè bisogna rifondere con soldi pubblici una scelta privata sbagliata?
Quello che lo Stato deve assicurare è giustizia, facendo in modo che chi si è intascato i soldi degli istituti, creando questo crack, paghi!
Non solo penalmente, ma impedendo anche che questi loschi figuri ricoprano nuovamente cariche importanti e facendo in modo che i risparmiatori truffati possano esser risarciti.
Anche perchè dai giornali emerge un meccanismo ben collaudato per fare pressione sui risparmiatori affinchè destinassero i loro soldi in queste obbligazioni spazzatura e per superare le richieste di Bankitalia, facevano firmare un documento che li metteva a conoscenza dell’alto rischio dei prodotti nel loro portafoglio; documento che la maggior parte di loro non leggeva, rendendosi quindi compartecipe della fregatura nei propri confronti.
Capisco però che se dovessero condannare il padre e il fratello della Boschi (che sono tra i vertici di Banca Etruria), sarebbe ben difficile farla rimane in sella e quindi meglio aprire i cordoni della borsa pubblica e rimborsare i correntisti, creando nel contempo un pericoloso precedente in vista del “Bail-in” che si attiverà dal primo gennaio 2016.
Il Bail-in è una procedura che, come spiega QuiFinanza, permetterà “il salvataggio dell’istituto di credito non più con soldi pubblici dello Stato e/o delle banche centrali, bensì attraverso la riduzione del valore delle azioni e di alcuni crediti (come quelli dei correntisti che abbiano depositato più di 100mila euro) o la loro conversione in azioni, per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca in misura sufficiente a risolvere la crisi e a mantenere la fiducia del mercato.”
In pratica in cambio dello zero virgola di interessi, il correntista partecipa alle eventuali manovre azzardate del proprio istituto di credito, conveniente vero?
Dato che il correntista di Banca Etruria sarà rimborsato, nulla vieta di pensare che anche l’eventuale cliente di MPS possa aver indietro i suoi soldi, innescando quindi una sorta di salvataggio delle banche con soldi statali che rientrano nelle tasche dei risparmiatori!
Quindi torno alla domanda di prima: perchè bisogna usare soldi pubblici per rifondere scelte private spesso azzardate?
Perchè in Italia bisogna sempre avere l’aiutino di Stato in modo che a pagare siano sempre tutti gli italiani e mai solo chi sbaglia?
Lo so: essendo sotto Natale dovrei esser più buono, ma sono un po’ stufo di pagare tasse salate per far vivere bene gli altri…
pubblicato su NoviOnLine il 18 dicembre 2015 – Leggi l’articolo
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2 thoughts on “Mani in alto: questo è il Bail-in!

  1. Pingback: Mani in alto: questo è il Bail-in! - Il Rovescio della Medaglia - Webpedia

  2. “…tutti i correntisti che avevano investito in obbligazioni subordinate si sono visti azzerare i propri risparmi….”

    I correntisti che mettevano soldi in obbligazioni subordinate si erano in realtà trasformati in speculatori alla ricerca di alti rendimenti con alti rischi collegati. Il problema è che nessuno glie lo aveva spiegato – altrimenti non avrebbero mai accettato una roba simile.

    L’altro problema è il contesto globale: conclusasi l’era della crescita in senso lato, è fuori questione l’idea di poter spuntare alte rese da dei prestiti come le obbligazioni. Non è fisicamente fattibile. Questa seconda cosetta è quella cosa che i nostri politici non vogliono ammettere, e forse hanno ragione a tacere: rischiano di doversi trovare un altro mestiere.

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