Prove tecniche di alta velocità



Durante le feste è andata in scena il flop del Padania Express. Se ve lo siete persi a fine anno c’è stato il viaggio sperimentale del convoglio superveloce Trenord che doveva collegare Milano e Genova in 55 minuti!  Questo secondo quanto dichiarato all’inizio da Maroni, ma nella realtà dei fatti c’è voluta 1ora e mezza per arrivare a Genova e pur facendo una fermata in meno del Thello, il treno veloce attualmente in servizio sulla tratta, non è riuscito a batterlo.

Per chi conosce il “servizio” offerto Trenord non è una sorpresa (noi pendolari ci combattiamo quotidianamente), ma sicuramente per il tandem Toti-Maroni deve esser stata una bella doccia fredda. “Impossibile abbreviare i tempi causa problemi strutturali”, così hanno dichiarato alla stampa al termine del viaggio e quindi per ora tanti saluti al convoglio voluto da Maroni e Toti che doveva essere il risultato eccezionale di un accordo tra Regioni.
Bisognerà trovare circa 90 milioni di euro per eliminare i vincoli strutturali sulla linea che non permettono ad oggi significativi cambiamenti, ma che sia tutta una scusa per l’Alta Velocità è un sospetto che hanno in molti. In fondo se la Liguria ha tutta questa urgenza di uscire dall’isolamento logistico in cui si trova (e di cui fino a ieri non s’è sentita prescia), spingere sul TAV potrebbe essere la soluzione. Inoltre uno dei vincoli riscontrati per il Padania Express è il quadruplicamento della Pavia-Milano, nodo che interessa anche il Terzo Valico, quindi si prenderebbero due piccioni con una fava.

In attesa di capire come evolverà la vicenda, il Presidente della Liguria pensa in grande: collegamenti ad Alta Velocità tra Genova e Roma (via Firenze) ed arrivare a Ventimiglia entro un ora, contro le due attuali. Tutti piani ambizioni che connetterebbero la Suberba con il resto del mondo, ma che per adesso hanno molti interrogativi.  Il principale restano i soldi, che da investire sono molti e come sempre sono pubblici. Mi sorprende sempre come per queste grandi opere all’estero ci siano sempre imprenditori privati che si mettono in gioco, mentre in Italia si vive comodamente all’ombra di Pantalone.

Forse i progetti nostrani non sono così necessari come voglio farci intendere i nostri politici e quindi l’imprenditore di turno preferisce passare la mano. In ogni caso mentre si pensa in grande, si trascura come sempre il Trasporto Pubblico Locale. Mentre si sogna di sfrecciare verso Roma a tutta velocità si ignorano le proteste dei pendolari delle Cinque Terre, preoccupati dei tanti tagli sulle tratte di medio e corto raggio. Per non parlare dell’idea di Trenitalia di cancellare l’accordo per la card turistica che permetteva (tra i tanti servizi) di viaggiare nella tratta Levanto – La Spezia tutto il giorno per 12 euro. Del resto a Toti interessa arrivare a Milano o Roma, mica a Novi Ligure (che gli ricordiamo esser in PIEMONTE) o Riomaggiore!

pubblicato su NoviOnLine il 23 gennaio 2016 – leggi l’articolo

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2 thoughts on “Prove tecniche di alta velocità

  1. Pingback: Prove tecniche di alta velocità - Il Rovescio della Medaglia - Webpedia

  2. Probabilmente c’è qualche cementista in bancarotta che deve essere urgentemente ricapitalizzato. La finanza pubblica italiana ha questo genere di obiettivo.

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