Invasione o accoglienza?


La quotidianità di chi vive lungo gli approdi dei migranti è abbastanza uguale ogni giorno: una moltitudine di persone che si riversa lungo le coste nostrane e che affollano i centri di identificazione, spesso incazzati perché vorrebbero proseguire verso altri Stati.
Varia solo il numero, a volte sono centinaia, molto più spesso migliaia.
Per chi è lontano da quei luoghi non è facile capire l’entità del problema (perché oramai di problema si tratta), perché “grazie” ad altri fatti di cronaca, i media non sempre raccontano quello che accade al sud dell’Italia.
Solo quando l’uomo nero giunge nel nostro paesello allora ci accorgiamo che qualche cosa sta cambiando e gli spiaggiati di Ventimiglia, insieme agli accampati in stazione a Como e Milano, ultimamente hanno voluto ricordarci che esiste un problema Europa, ma alla fine si torna presto a parlare di Olimpiadi, del caldo o del folle di turno che nel resto d’Europa da sfogo alla sua voglia di martirio con la scusa dell’Isis.
Capire come siamo messi non è facile, perché i dati del Ministero dell’Interno sono fermi a Marzo 2016, ma grazie all’Unhcr (l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati) scopriamo che fino ad oggi, per il solo 2016, in Italia sono giunte 93mila persone, che si aggiungono alle 170mila del 2014 e alle 153mila del 2015.
Se il trend di quest’anno continuerà con questo ritmo, a fine 2016 arriveremo a 160mila migranti, che porterà, sommando i 3 anni, ad avere 480mila persone da gestire, ovvero quasi l’1% della popolazione italiana.
Cifra sicuramente in difetto se consideriamo chi è riuscito a fuggire prima di esser identificato, chi magari sulle coste è arrivato ed è fuggito e via dicendo.
Sempre dall’Unhcr (sarebbe carino capire come mai ci riesce l’ONU e non il Ministero) emerge che i migranti sbarcati in Italia sono soprattutto uomini (il 70%) e provenienti dall’area africana (Nigeria, Eritrea, Gambia, Guinea, Sudan, ecc).
Quanti se ne sono presi gli altri Paesi europei? 2milla in NOVE mesi!
Ora immagino che se siete arrivati a legger fin qui vi chiederete il perché di questo snocciolare dati.
Servono per smentire chi parla di flussi migratori di famiglie e di rifugiati siriani o iraqueni per giustificare tutto quello che sta accadendo in Italia!
Le famiglie siriane arrivavano soprattutto in Grecia, mentre oggi, in virtù dell’accordo fatto dalla UE con Erdogan, vengono deportati in campi di raccolta con buona pace dei pacifisti nostrani
Proprio per queste barbarie turche, Medici Senza Frontiere ha deciso di restituire i finanziamenti UE, ma non sembra che abbia sortito molto effetto nei tanto civili governi europei.
Qualcuno ha provato anche a giustificami l’esodo africano come una fuga dalla guerra, ma proprio voi, che spesso ricordate i nostri partigiani, che hanno sacrificato la loro vita per darci la democrazia, chi pensate che combatterà per la loro se fuggono da noi?
Insomma i conti non tornano: se l’emergenza è l’accoglienza alle famiglie in fuga dalla guerra, perché da noi sbarcano giovani uomini che spendono cifre importanti (si parla di 10mila euro a persona), lasciando la famiglia in patria e che s’incazzano se li accogliamo in un paesino montano o se non hanno il wifi?
Credo che se fuggissi dalla guerra e mi dessero un tetto, non solo non mi lamenterei del dove, ma sarei felice di farmi da mangiare, pulire casa e a farmi il bucato.
Invece molto spesso vediamo scene di ribellione perché le case accoglienza sono sporche, perché il cibo non va bene e via dicendo.
Poi ti fermi un attimo, fai un bel respiro e tutto ti appare chiaro!
Capisci che la guerra, la misericordia, la carità non c’entrano proprio nulla, ma che è solo una questione di soldi.
Prima di capire se un migrante realmente è un rifugiato passano mesi, tempo in cui deve esser sfamato, vestito e allocato; pertanto servono aziende che preparano pasti, che puliscono, che lavano la biancheria, case/alberghi che ospitano e via dicendo.
Facile pensare poi che ci vorrà l’aiutino di un politico per avere una fettina della torta, per non parlare di giri poco puliti e via dicendo.
Insomma un giro che raccoglie molti euro, a cui pochi rinuncerebbero.
E se ciò vuol dire subire una lenta invasione, fatta di città accampate, di parchi occupati e di leggi non rispettate (tipo defecare per strada) pazienza, in fondo si fa per accogliere dei poveri migranti, non vi pare?
Cari amici accoglienti “senza se e senza ma”, provate un attimo a togliervi le fette di salame dagli occhi e guardate le cose per come realmente stanno in Italia: un enorme mucchio di soldi pubblici
Nessuna carità cristiana, nessuna solidarietà con i meno fortunati, ma solo una grossa mucca da mungere!
Il vostro voler accogliere tutti “a prescindere” fa solo il loro gioco e quello di chi prende voti con la paura dell’uomo nero.
Anche perché, onestamente, mi pare assurdo non aver i fondi per aiutare un italiano buttato per strada dalla poca pensione o dall’aver perso il lavoro, ma trovarli invece per sfamare e accogliere migliaia di stranieri.
Per il momento per chi non arriva a fine mese con la pensione o chi viene sfrattato da casa perché ha perso il lavoro consiglio caldamente un cambio di residenza, tanto paga Pantalone!

Pubblicato su NoviOnLine il 12 agosto 2016 – Leggi l’articolo

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One thought on “Invasione o accoglienza?

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