Si o No Tav, è davvero questo il problema?



Sono da sempre contrario all’opera del Terzo Valico per diversi motivi
Ad esempio perché le premesse su cui si è basato il progetto del 1996 si sono rilevate inconsistenti
Oppure che mentre si dichiarava come “strategico” un terzo valico, veniva chiusa la tratta Alessandria-Ovada-Voltri che poteva accogliere parte di quei treni che mentre l’opera veniva realizzata, si sarebbero ammassati nel retroporto di Rivalta
Mentre per molti queste obiezioni erano motivo di riflessione, per tanti amministratori (locali e non) erano bugie messe in campo da chi era contro il progresso ed il progetto è andato avanti.
Non solo quello del Terzo Valico, ma soprattutto quello della TAV in Val di Susa, spinto anche dal fronte francese che proseguiva i lavori, appoggiato dagli ecologisti.
Sicuramente nella decisione ha avuto un forte peso la disponibilità di fondi per eseguire opere pubbliche difficilmente realizzabili con i budget ristretti delle singole amministrazioni
In ogni caso, come scrivevo poco sopra, il progetto è andato avanti ed oggi si parla molto del bilancio tra portarla a termine o tornare indietro.
Personalmente il progetto non sarebbe mai dovuto partire, ma se è vero che un 15% è già stato realizzato, vuol dire che le nostre montagne e quelle della Val di Susa sono già state in parte scombussolate dai lavori.
A questo punto avrebbe senso bloccare tutto, lasciare delle profonde ferite nelle nostre valli e mandare in fumo tutti i soldi spesi fino ad oggi?
La vera sfida non può diventare vigilare in modo serio per fare in modo che questa opera non sprechi denaro pubblico e che sia realizzata a regola d’arte?
Oggi è questa, secondo me, la vera sfida di un governo del cambiamento: realizzare opere importanti a costi non esorbitanti e senza i soliti scandali a cui siamo abituati.
Basta mazzette ai politici, infiltrazioni mafiose e inquinamenti per ogni dove come è successo per la realizzazione di altre tratte dell’alta velocità o per la realizzazione della nuovo raccordo autostradale Firenze-Bologna
Se è vero che gli attuali TGV impiegano da Torino a Lione quasi 4 ore per fare 300km e poi in meno di 2 ore raggiungono Parigi percorrendone quasi 400, non ha senso parlare di alta velocità nella situazione attuale.
La vera sfida può anche essere coinvolgere i privati per co-finanziare l’opera, se è vero che è così strategica.
Il tunnel sotto la Manica è stato realizzato proprio grazie al contributo di capitali privati, non può accadere anche in Italia?
Ha senso la mega stazione internazionale di Susa? Magari no, quindi perché non chiedere di limitare i costi stralciandola dal progetto?
Concludendo: è sicuramente più facile dire NO, ma allora la scelta più ecologica e pratica è continuare a trasportare merci su gomma e usare l’aereo per spostarsi?
I continui incidenti sulle autostrade non indicano che forse è ora di cambiare?
Il danno è fatto, trasformiamolo in risorsa!

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