Inps e furbetti



In questi giorni sto leggendo di tutto e di più in merito alla notizia che alcuni parlamentari abbiano chiesto ( e ottenuto) il bonus INPS per le partite IVA.
Come giustificazione si va dal “l’ha chiesto mia moglie / collaboratrice” al “l’ho donato in beneficenza”, mentre per chi accusa si parte dal classicissimo “morti di fame” al fondamentalmente errato “tagliamo i parlamentari per togliere certi parassiti!”
Premesso che l’errore è a monte, ovvero che nell’urgenza bisognava mettere un limite di reddito per richiedere il bonus, ma dovrebbe esistere una sorta di codice etico e morale che ti impedisce di fare certe idiozie.
Sarebbe come se entrasse Giorgio Armani in un bar a chiedere un caffè sospeso.
Non fa nulla di illegale perchè i caffè sospesi sono a disposizione di chi li chiede, ma dovrebbero esser chiesti da chi non arriva a fine mese.
A poco vale la giustificazione che l’ha chiesto la moglie o la collaboratrice, perchè vuol dire che ha intorno gente che agisce per conto tuo pensando più ai soldi che alla reputazione.
Oltre a questo manipolo di parlamentari beoti da mettere sulla graticola ferragostana, mi piacerebbe però che si approfondisse la notizia per capire quanti personaggi benestanti hanno fatto lo stesso, perchè se è vero che l’INPS ha beccato ben 2600 aziende che hanno chiesto la cassa integrazione con gravi irregolarità (società nate appena prima del covid, assunzioni di parenti e amici e via dicendo), immagino che anche lato bonus ci siano diverse sorprese.
Come detto però non hanno fatto nulla di illegale, quindi per la normativa sulla privacy questi furbetti resteranno anonimi, pavoneggiandosi con gli amici di aver fregato lo Stato!
Come ho già scritto sul mio profilo facebook, evitiamo però di demonizzare tutti gli eletti, perchè un consigliere comunale, specialmente di un piccolo Comune, non prende sicuramente l’indennità di carica di un parlamentare.
A proposito di Parlamento, smettetela di scrivere che col taglio dei parlamentari si evitano certe cose, perchè diminuire il numero non garantisce certo una qualità migliore, anzi visto che sempre meno persone vogliono fare politica seriamente, il pericolo di vedere l’Italia governata da furbetti e affaristi è sempre più concreta.
Al posto di chiedere meno seggi, chiedete una riduzione dei compensi, una revisione delle spese rimborsabili e un limite alle cariche, forse allora ci sarà un risparmio vero senza intaccare la rappresentatività parlamentare.
Dite che è troppo? Forse avete ragione, del resto anche la forza politica che si proponeva come un’apriscatole si sta rivelando uguale agli altri, tanto che persino la regola dei due mandati sta andando a farsi benedire…
Povera Italia