Tra Trump e Twitter, io sto con Twitter


Mi ha sorpreso la levata di scudi da parte di personaggi pubblici sicuramente non vicini a Trump, quando il suo account è stato sospeso. Sicuramente persone che non frequentano molto i social, i forum o in generale ambienti virtuali dove vigono regolamenti che tutti sono tenuti a rispettare.

Infatti, tralasciando le polemiche politiche, basterebbe aver fatto il moderatore di un forum per qualche tempo per sapere che quanto fatto dagli amministratori di Twitter non solo è legittimo, ma sono addirittura obbligati a seguire una condotta ben precisa, per evitare conseguenze sicuramente più pesanti sia in termini di gestione, ma anche legali

Ho letto di violazione della libertà di espressione, di bavaglio e via dicendo, dimenticando che parliamo di una piattaforma informatica privata, quindi non soggetta ad alcuna normativa simile a quella giornalistica, ma solo al proprio regolamento interno.
Anzi paradossalmente se avessero permesso a Trump di violare le proprie regole, potevano incorrere in azioni legali da parte degli altri utenti: perchè mister nessuno viene bannato e Mr President no? Proprio chi grida alla libertà dovrebbe tenerlo presente!

Consideriamo poi che graziare Mr President avrebbe costituito un precedente, quindi l’utente pincopallo potrebbe voler pubblicare insulti razzisti o sessisti con la giustificazione che se il regolamento può essere violato da un utente, deve esser fatto per tutti

Inoltre, benchè Twitter rappresenti una platea sicuramente importante, non esiste nessun vincolo che ti impone di usarla per diffondere il tuo pensiero. Se non ti piace il regolamento puoi uscire ed usarne un altro o addirittura fartene uno tuo (come accadeva ai bei tempi dei forum)

Concludendo: difendere la libertà di espressione è ben altro rispetto a chiedere a Twitter di non bannare Trump!
Anche se un po’ più di giornalismo indipendente non guasterebbe…