ACQUA POTABILE: COSA INTENDE FARE ACOS?

AvantiNoviRicevo dagli amici di Avanti Novi e volentieri pubblico

Di fronte ai ricorrenti problemi sulla fornitura di acqua potabile, ripetutisi anche in questi ultimi tempi,  ai cittadini novesi piacerebbe sapere cosa intende fare Acos per far fronte a questa situazione. Continua a leggere

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Piove, guarda come piove…


Tornano le piogge e torna la paura, perché la situazione lasciata dall’ultima alluvione di Ottobre non fa certo dormir sonni tranquilli: smottamenti, frane, allagamenti…
Media e amministratori dicono che sono eventi eccezionali, di quelli che non si sono mai verificati, ma sarà vero?
Basta parlare con qualche amico con  capelli bianchi per ricordare almeno quattro alluvioni: nel 1977, nel 1984, nel 1994 e l’ultima nell’ ottobre scorso.
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Terremoto acqua

Il dopo referendum inizia già a mostrare i primi effetti.
Il primo (e forse il più doloroso) è che D’Ascenzi quest’anno non sarà a capo del ristorante del pesce della Festa Democratica!
Non è dato sapere se per scelta dell’amministratore delegato di Acos, forse amareggiato dal voltafaccia di Bersani negli ultimi mesi sul SI al referendum dell’acqua, oppure se i  vertici del partito novese hanno deciso per una ventata di novità. Continua a leggere

Io voterò SI

REFERENDUM2011La mia posizione rispetto ai referendum devo dire che ha spiazzato molti amici e conoscenti.
Come se il non essere vicino ad una certa parte politica implicasse il dover agire sempre e comunque in modo contrario.
Che poi non è nemmeno vero questo, perchè conosco molti amici di sinistra che alla fine, chi per un motivo e chi per un altro, voteranno NO
Ecco dunque che quando dico che ai 4 referendum voterò SI, alcuni mi guardano sgomenti, mentre altri abbozzano un sorrisino come dire "anche tu ti prepari ad abbandonare la barca?"

A prescindere da come uno la pensa politicamente, i referendum sono un dovere civico che va oltre alla partigianeria politica.
Bisogna votare secondo coscenza e non secondo partito
Se voto SI non lo faccio per fare un dispetto a Berlusconi, come faranno molti, ma lo faccio perchè ritengo lo ritengo giusto e motivato.
Partiamo ad esempio dal nucleare: non ho paura di Fukuscima, ma non mi fido degli italiani.
Basta vedere cosa è successo con l'ospedale de L'Acquila, ristrutturato con sabbia di mare per intascarsi più soldi.
Mettiamo poi che per la prima centrale ci vogliano 10 anni, se è vero che entro il 2030 di uranio non ce ne sarà più, ha senso costruire delle centrali per che potranno funzionare solo 10 anni?
Meglio allora trovare alternative enegetiche più durature.
Passiamo poi al legittimo impedimento: non metto in discussione la particolare attenzione della magistratura nei confronti di Berlusconi.
Anzi ci sarebbe da fare una stima di quanti soldi pubblici sono stati spesi (fin'ora senza condanne) per passare al setaccio tutti i respiri di Silvio, quando poi non si ha la stessa solerzia in altri casi e si lasciano uscire dei pericolosi mafiosi per decorrenza dei termini.
Ma dato che sono uno che crede ancora negli ideali, per me la legge deve essere uguale per tutti, siano essi politici, capi di stato, mafiosi o semplici ladri di polli
Infine la bagarre sull'acqua.
Qui vedere che addirittura partitoni come il PD si spaccano sul SI e sul NO, mi suggerisce che l'inciucio è dietro l'angolo
Infatti, nonostante Bersani fosse di idee diverse, in questi giorni ha detto chiaramente di votare SI, chissà D'Ascenzi come l'ha presa…
Come ho già avuto modo di dire in passato, la mia è l'opinione di un utente finale, ma affidare la gestione ai privati e prevedere un'adeguata remunerazione del capitale investito a me fa paura.
La teoria è semplice: se impediamo qualsiasi remunerazione del capitale investito, impedendo dunque di aumentare le tariffe, come si trovano i fondi per fare le opere necessarie e la manutenzione?
Tra il 2000 e il 2010, le tariffe dell'acqua in Italia sono aumentate del 55,3%, quindi il vittimismo "remunerativo" sembra fuori luogo, ma far passare il messaggio che coi privati risolveremmo tutti i problemi di sprechi, fondi e controllo degli evasori appare molto fuori dalla realtà italiana.
Gli interessi che le aziende o gli enti locali sostengono sui mutui saranno sempre e comunque pagati dai cittadini.
Ieri con l'aumento delle tasse, domani con l'aumento delle tariffe ed il servizio sarà lo stesso: impianti che perdono, acqua di scarsa qualità, ecc.
Dubito che chi fino ad oggi ha riempito la piscina evadendo sarà beccato domani, per un semplice motivo: gli onesti cittadini che pagano garantiscono la remunerazione del capitale anche per gli evasori.
E' palese per chiunque: fare causa all'evasore spesso comporta più spese di quanto deve all'azienda ed è spesso una perdita di tempo, quindi logicamente è meglio aumentare le tariffe, piuttosto che recuperare questi crediti.
Ecco dunque che al posto di passar la palla ai privati, mi piacerebbe una seria politica di lotta agli utenti morosi.
Per tutte queste ragioni voterò SI

Ermanno Cecconetto

ACOS O CAOS?

acosAvete mai fatto caso che cambiando l'ordine delle prime due lettere della sigla Acos si ottiene la parola Caos?
Facezie linguistiche e coincidenze a parte, recentemente l'amministratore delegato di Acos è intervenuto sul tema dei referendum sull'acqua.
D'Ascenzi, anche in qualità di vicepresidente di Federutility, ha detto la sua su una questione che sicuramente lo vede fra i principali e più importanti attori del territorio novese in tema di acqua.

Tema che gli sta molto a cuore, basta ricordare la querelle dell'estate scorsa con i bookmakers impegnati a raccogliere scommesse sulla chiusura del ristorante del pesce alla festa del PD, il tutto perchè il partito non aveva chiesto il suo parere prima di scendere in piazza a raccogliere firme per questo famigerato referendum.
Come dicevo, D'Ascenzi dunque è intervenuto sull'Unità per dire la sua, ma più che rassicurarmi sul possibile voto al NO, le sue spiegazioni hanno fatto nascere in me scenari foschi per noi cittadini.
Ovviamente è l'opinione di un utente finale, che cerca di non affogare in questo "mare magnum" di tariffe, tasse e balzelli che sono in continuo aumento.
Anzitutto è bene ricordare cosa voglio abrogare questi due referendum:

  • il primo la modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, che prevede l'ingresso di privati,
  • il secondo la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.

Tornando all'intervento, mi pare un controsenso affermare che i privati, se sarà dato il via libera alla remunerazione del capitale investito, staranno fuori dai giochi.
Sappiamo bene che in Italia, non appena c'è odore di soldi, molti furbetti del quartierino (in questo caso potremmo dire del tubicino) ci si gettano a pesce, ben spalleggiati dalle banche che a noi comuni mortali negano i mutui pur avendone i requisiti, ma a loro concedono milioni senza nessuna garanzia.
Ecco dunque che affermare che il primo quesito è meno rilevante del secondo gioca un po' furbescamente a nascondere una realtà che potrebbe benissimo concretizzarsi.
Ma a lasciarmi perplesso è soprattutto la filippica sul secondo quesito, che tira in ballo responsabilizzazione del cittadino, spesa pubblica e sanzioni europee.
La teoria di D'Ascenzi è semplice: se impediamo qualsiasi remunerazione del capitale investito, impedendo dunque di aumentare le tariffe, come si trovano i fondi per fare le opere necessarie e la manutenzione?
Ora sull'aumento delle tariffe mi permetto di segnalare all'ad Acos che da un recente sondaggio della Cgia di Mestre risulta che, tra il 2000 e il 2010, le tariffe dell'acqua in Italia sono aumentate del 55,3%, quindi il vittimismo "remunerativo" appare fuori luogo.
Sicuramente è vero che quando "paga Pantalone" c'è minor cura delle cose, ma fra i compiti di chi dirige un'azienda municipalizzata dovrebbe anche esserci il controllo che questi soldi siamo impegnati bene.
Far passare il messaggio che coi privati risolveremmo tutti i problemi di sprechi, fondi e controllo degli evasori appare molto fuori dalla realtà italiana.
O forse vuol dire che gestire bene un'azienda dipende solo dal cappellino che si indossa?
Se hai il cappellino pubblico chissenefrega, se hai quello privato allora occhio allo spreco e caccia agli evasori.
Capisco che i privati a fine anno ai bravi amministratori danno bonus remunerativi, ma possibile che non esista più un po' di senso civico?
Proprio uscendo dalla logica del si o del no e rispondendo alla domanda di D'Ascenzi, gli interessi che le aziende o gli enti locali sostengono sui mutui saranno sempre e comunque pagati dai cittadini.
A prescindere, come diceva Totò.
Ieri con l'aumento delle tasse, domani con l'aumento delle tariffe ed il servizio sarà lo stesso: impianti che perdono, acqua di scarsa qualità, ecc.
Dubito che chi fino ad oggi ha riempito la piscina evadendo sarà beccato domani, per un semplice motivo: gli onesti cittadini che pagano garantiscono la remunerazione del capitale anche per gli evasori.
E' palese per chiunque: fare causa all'evasore spesso comporta più spese di quanto deve all'azienda ed è spesso una perdita di tempo, quindi logicamente è meglio aumentare le tariffe, piuttosto che recuperare questi crediti.
Per questo aumentare le tariffe per "responsabilizzare" il cittadino mi appare solo una scusa.
Lo si dica senza troppi fronzoli: in Italia dobbiamo passare al privato perchè le attuali gestioni pubbliche sono state incapaci di gestire ed amministrare i mastodontici finanziamenti pubblici che negli anni sono stati riversati nel settore e dato che i soldi i privati non ce li vogliono mettere, cari cittadini li dovete tirare fuori dalle vostre tasche.
E se invece iniziassimo a far pagare chi ha gettato via i soldi pubblici prendendo fior di stipendi?
Una seria politica di ristrutturazione e razionalizzazione dovrebbe esser adottata già da anni, mentre tanti hanno dormito sonni profondi, messi a capo delle municipalizzate solo come premio politico e non certo per meriti.
Da un amministratore delegato di un'azienda municipalizzata mi sarei aspettato una difesa del servizio pubblico, magari precisando che le tasse finiscono si nel calderone, ma che buoni amministratori possono impegnarli bene.
Dall'intervento di D'Ascenzi emerge una sconsolante realtà che pare non possa esser cambiata: i soldi pubblici sono sempre destinati a finir mal spesi…
Chissà come saranno contenti gli amministratori di Novi nel sentirselo dire da uno del loro stesso partito

Ermanno Cecconetto

pubblicato su NoviOnLine 15 Aprile 2010
http://www.novionline.net/news/politica-cittadina/la-pecora-nera-acos-o-caos.html

A Novi in mensa bottiglietta o brocca?

Riempiamo le broccheDurante l’ultima seduta del consiglio comunale la difesa del sindaco sul passivo di NoviServizi ha tirato in ballo il discorso ticket della mensa scolastica, e mi ha ricordato una questione che ha scaldato gli
animi dei novesi circa un anno fa, ovvero la vicenda delle brocche sulle tavole delle mense.
Per i più smemorati ricordo che la giunta aveva deciso (senza comunicarlo ai genitori) di sostituire le bottigliette di acqua minerale con delle brocche, la cui acqua proveniva direttamente dal rubinetto della mensa.

La decisione era stata pubblicizzata come una scelta ecologica, perché la mensa comunale, con una media di 1.100 pasti giornalieri, consuma oltre 200 mila bottiglie di plastica da 0,5 litri all’anno.
Tradotto in materie prime ed emissioni inquinanti questi consumi corrispondono a 248,20 kWh di energia elettrica, 96725 litri d’acqua e 12775 kg di CO² immessa in atmosfera.
Dunque un bel risparmio ecologico e anche economico per il bilancio di NoviServizi.
La “boutade” era durata giusto il tempo di un fine settimana: in seguito alle feroci lamentele dei genitori l’amministrazione aveva fatto marcia indietro, dichiarando di sospendere temporaneamente il provvedimento perché c’era stata una carenza di comunicazione fra Comune, mensa e genitori.
Una brutta figura che fu seguita a ruota dalla caduta di stile fatta dall’amministrazione novese con la “giunta che ascolta la città”.
Infatti l’iniziativa fu voluta dalla giunta comunale novese per incontrare i cittadini e approfondire con loro i problemi della zona in cui abitano, ma si dimenticarono di visitare Cipian e Sen, che al Comune versano tanti bei soldini in tasse e balzelli.
Tornando sul discorso mensa, ricordo che si parlò addirittura di far arrivare dei boccioni d’acqua dalla Val Borbera, perché molti genitori non si fi davano dell’acqua distribuita, e questo la dice lunga sulla fiducia che i novesi ripongono sull’operato Acos.
Ma se dall’anno scorso ad oggi non ho visto fare o chiedere (come sempre l’opposizione novese dorme!) un’assemblea pubblica in cui si spiegasse alle famiglie come mai a Novi Ligure un buono pasto costa al cittadino 4.50 euro (e al Comune 6.60 euro), mentre per esempio ad Alessandria quest’anno costa 3.60 (4 euro per il tempo prolungato), mi aspettavo almeno una presa di posizione dell’amministrazione comunale riguardo alla scelta di usare l’acqua dell’acquedotto al posto delle bottigliette di plastica.
Quest’anno pare, invece, che in alcune mense siano ricomparse le brocche, mentre in altre si continuano ad utilizzare le bottigliette. Perché tutto questo?
E se l’obiettivo è rimasto quello delle brocche, come mai molti genitori sono ancora all’oscuro di questa ennesima modifica?
Ma soprattutto sono previsti degli sconti sui buoni pasto, visto che la mensa non compra le bottigliette?
Nessuno dubita che i controlli sull’acqua del rubinetto siano ineccepibili, anzi molti ecologisti ne promuovono l’uso a favore di un risparmio sulla plastica: però è davvero così difficile per Robbiano e la sua giunta parlare ai novesi?

Ermanno Cecconetto

pubblicato su Il Nostro Giornale 14 Ottobre 2010
http://www.regione.piemonte.it/mentelocale/DownloadPaginaGiornale.do?pathPdf=20101014%2FNostro%2520Giornale%2520%28AL%29%2FPDF%2F&nomePdf=38-INGI_08.pdf&data=14%2F10%2F2010&fp=YzI3ZDFiY2Q1YTg4ODkzMGM3ODYzMWZlOTcwNzgxODEwMTI0YTU3MQ%3D%3D

METTI UNA PECORA ALLA FESTA

Ebbene si, nessuno è perfetto. Anche io mipecoranera2 sono lasciato tentare dai fumi della frittura pidiina e mi sono recato alla Festa dell’umidità
Pardon, ora si chiama "Democratica", ma la sostanza non mi pare esser cambiata poi molto.
Ho scelto l’ultima serata, lunedì, perchè l’argomento trattato nello spazio dei dibattiti era interessante

Bisogna ammettere che lo sforzo organizzativo per tenere in piedi una festa per ben 13 giorni (a Novi non sono scaramantici evidentemente) è davvero una bella prova e fino ad oggi nessun altro partito è mai riuscito a fare feste così lunghe
A Novi ci tentò timidamente Forza Italia per qualche anno, mentre la Lega da anni riunisce le forze padane a Capriata, ma sempre solo per un fine settimana lungo
Alcuni amici mi hanno suggerito, malignamente, che i comunisti non lavorano mai e quindi si possono permettere simili performance, ma resta il fatto che il PD novese anche quest’anno ha mostrato i muscoli, per riconfermarsi roccaforte del centro-sinistra in provincia
Devo dire che c’erano molti giovanissimi che servivano ai tavoli
Per carità, è ovvio che molti saranno stati figli di Caio, fratellini di Sempronio e cuginetti di Tizio coercizzati per l’occasione e magari c’era il supporto di altri circoli limitrofi, ma il colpo d’occhio era comunque quello di un partito che può ben sperare per il futuro.
Per il resto ricordava più una festa paesana che non di partito, con bancarelle di bigiotteria, libri, giochi per i bambini
Sicuramente qualche citronella sparsa qua e la non sarebbe guastata, perchè c’erano flotte di zanzare affamate che banchettavano allegramente con gli avventori, senza distinzione di partito o pensiero
Altra nota stonata era lo spazio destinato ai dibattiti: piccolo, poco organizzato e senza un buon impianto audio
Capisco che in "autogestione" non si può scialacquare molto, ma qualche soldo fra onorevoli, assessori e presidenti potevano tirarlo fuori
Lunedì mi aspettavo una partecipazione popolare più cospicua, perchè l’argomento in discussione nello spazio dei dibattiti in fondo era interessante: si parlava della tanto famigerata questione dell’acqua, che molti grattacapi ha creato all’interno del PD novese
Solo Stella Bianchi ha portato un concreto contributo sull’argomento, mentre l’on.Lovelli ed il Presidente Filippi, moderati dall’assessore Moro, si sono limitati a dipingere il contorno politico-amministrativo, assopendo il pubblico con un timbro vocale non proprio dei più coinvolgenti, ma trovando l’occasione, ad esempio, per puntualizzare che il governo Berlusconi aveva superato Prodi con le richieste del voto di fiducia.
Molto divertente l’equilibrismo quasi circense con cui da una parte si cercava di non condannare coloro che hanno scelto di appoggiare i referendum, ma allo stesso tempo si evidenziava che era necessaria una legge seria, diversa dalla Ronchi, che favorisse la liberalizzazione del servizio.
Quindi ben venga il referendum, ma anche (di veltroniana memoria) la privatizzazione del servizio
Ovviamente il discorso è chiaro: poichè il PD è spaccato bisogna dare un colpo alla botte ed uno al cerchio
Visto tutto il vociare delle scorse settimane, mi sarei aspettato un sano ed onesto confronto fra D’Ascenzi ed il direttivo novese, che sviscerasse non tanto le futili polemiche, quanto le diverse opinioni che hanno portato allo scontro
Sicuramente il manager ACOS è un’autorità in materia e sulla questione ha incassato anche il supporto del PdL locale, poteva essere interessante conoscere la sua opinione in merito, ma purtroppo le aspettative sono andate deluse
Il ristorante del pesce davvero non poteva fare a meno del suo cuoco per una sera?
Di sicuro la questione meriterebbe un confronto aperto fra cittadini, movimenti e partiti, ma i soldi in ballo fanno troppo gola per fare chiarezza, chissà se anche con l’acqua qualche parlamentare si troverà la casa pagata a sua insaputa…

Ermanno Cecconetto

Pubblicato su NoviOnLine 30 Luglio 2010
http://www.novionline.net/news/invia-il-tuo-articolo/la-pecora-nera-metti-una-pecora-alla-festa.html

ACQUA PAZZA

pecoranera2Tranquilli, nonostante il titolo, non sono del tutto impazzito ed oggi non parlerò di ricette, benchè un bel branzino all’acqua pazza…
Vabbè, bontà culinarie a parte, il titolo è ovviamente riferito al tema tanto discusso in queste settimane, che ha portato molto attrito fra il direttivo del PD ed uno dei suoi più conosciuti esponenti locali.
Scatenando, ovviamente, una selva di domande, ipotesi e curiosità sull’argomento e sugli attori del contendere

C’è da dire che la reazione avuta da D’Ascenzi appare un po’ spropositata e molti pensano che la brace sotto la cenere covasse già da tempo, ma il carattere fumantino che lo contraddistingue potrebbe comunque aver scatenato una simile risposta quando si è visto messo in minoranza, come un tesserato qualunque.
Detto ciò, già da tempo mi ero ripromesso di capire meglio questa questione dell’acqua, perchè come sempre prima di schierarmi sul si o sul no voglio capire e cogliendo anche spunto dalla lettera inviata tempo fa al nostro quotidiano da D’Ascenzi, ho deciso di avventurarmi in questo terreno paludoso
La questione di per se sembra abbastanza chiara: l’acqua può essere un bene privato?
Ovviamente no e su questo non ci piove
Ma le leggi che si voglio abrogare, sanciscono di fatto questo principio?
Su questo punto nasce la discordia fra referendari e non, con accuse di strumentalizzazione e di partigianeria da una parte e dall’altra
Effettivamente sul sito del Ministero per le Politiche Comunitarie si apprende che "Il decreto Ronchi sancisce la liberalizzazione dei servizi pubblici locali e apre un mercato importantissimo alla concorrenza", pertanto non si parla della proprietà dell’acqua, bensì del servizio ad esso connesso
Qualche dubbio comunque nasce, perchè nella realtà italiana abbiamo molti esempi dove la concorrenza si è di fatto tramutata in un cartello di settore alle spalle dei cittadini che non hanno modo di scegliere tariffe migliori
Carburanti, assicurazioni e telefonia sono gli esempi più immediati che evidenziano come in realtà la concorrenza in Italia sia al rialzo e tutti si adeguano velocemente per non perder guadagni
Basta ricordare quando si abolirono i costi delle ricariche telefoniche: tutte le società di telefonia aumentarono le tariffe in blocco, impedendo di fatto ai clienti di scegliere una tariffa minore, alla faccia della concorrenza
Per non parlare dell’aumento dei premi ad Aprile di TUTTE le compagnie di assicurazioni
Se parliamo di liberalizzare il servizio idrico, il rischio di vedere aumentare le tariffe in modo esponenziale è concreto, perchè la scusa è già pronta: spese per rifare una rete idrica colabrodo, nuovi collettori, investimenti, ecc
Un esempio di come funzionano (e male) le concessioni l’abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni: le autostrade
Il principio della concessioni autostradale doveva essere un vantaggio per lo Stato (nuove infrastrutture e manutenzioni gratis) e per i cittadini (strade in ordine), ma alla fine i vantaggi (come lamentano economisti e consumatori) sono tutti delle società, che a fronte di ricavi in costante aumento, investono ben poco.
Ad esempio il gruppo Benetton nel 2008 e nei primi nove mesi del 2009 ha investito l’89% di quello che avevano promesso di realizzare, la società Autostrade il 75%, ma le norme consentono alle società di accantonare i fondi non investi per un futuro realizzo delle opere previste
Doppio guadagno dunque: non costruisco, accantono e mi intasco gli interessi
Per non parlare dei disservizi, che da noi toccano livelli assurdi: nevica e per non avere grane, l’autostrada viene chiusa a Serravalle e tanti saluti ai clienti
E dei rincari che dal primo luglio sono "scivolati" direttamente nelle tasche degli automobilisti, grazie alla clausola di protezione contenuta nella convenzione del 2008 tra Anas spa ed Autostrade per l’Italia che autorizza le concessionarie a rivalersi sugli utenti
Pertanto un po’ di sano scetticismo è d’obbligo, senza tirare in ballo le ideologie politiche
Usando un po’ di buonsenso, quale azienda privata può prevaricare il profitto come un ente pubblico?
E’ un controsenso e del resto se è vero che lo stesso decreto Ronchi prevede che le tariffe debbano coprire integralmente i costi di gestione del servizio, gli investimenti, nonché riconoscere un 7% di profitto garantito sul capitale investito ai soggetti gestori, è chiaro che si riconosce un utile economico in cambio della gestione
Ovviamente si contesta che spesso il servizio pubblico è inefficiente, i Comuni sono senza soldi, oltre al fatto che il controllore è anche colui che fornisce il servizio, senza alcuna procedura di trasparenza sui costi o sulla qualità del servizio.
Ben venga il voler favorire gli investimenti per migliorare gli impianti e rendere più efficiente la gestione, ma se l’obiettivo è puntare sul principio della "concorrenza" e affidare la gestione idrica al migliore offerente, mancano prima di tutto regole precise che impediscano di cadere in una seconda edizione delle autostrade, visto che gli enti locali dovranno spogliarsi delle quote azionarie (arrivando al 30-40%) delle società che controllano, togliendo di fatto la possibilità di controllare le decisioni prese.
Si parla di una nuova autorità pubblica indipendente che regoli la tariffa idrica, come organo "super partes" che impedisca soprusi, ma fino ad oggi le varie autorità hanno davvero inciso sulla concorrenza?
L’Italia è piena di comitati, agenzie, autorità che ogni tanto lanciano grida di allarme, ma alla fine rimane tutto come prima
Prendiamo ad esempio l’allerta lanciato dall’ISVAP ai primi di giugno, che ci informava come in Italia assicurare l’auto costa il doppio che in Francia e Germania (certo che se non ce lo diceva l’ISVAP…), alla fine a cosa è servito?
Direi solo a farci arrabbiare, visto che le società di assicurazioni hanno piagnucolato le solite scuse e non è cambiato nulla
E già si mettono le mani avanti dicendo che in Italia abbiamo le tariffe idriche più basse d’Europa, un bel preambolo non c’è che dire…
Tutto questo per dire che ovviamente privato non significa necessariamente più costoso, esistono numerosi casi di consorzi paesani dove le frazioni riescono a mantenere un acquedotto proprio grazie alla tassazione dei propri abitanti, perchè i Comuni non hanno abbastanza fondi per gestirli, ma si tratta di consorzi mirati alla sopravvivenza della singola frazione e non al profitto

Fosche nubi appaiono sull’orizzonte idrico italiano, si riuscirà a creare un sistema veramente PER il cittadino?

Ermanno Cecconetto

Pubblicato su NoviOnLine 02 Luglio 2010
http://www.novionline.net/news/societ-e-cultura/la-pecora-nera-acqua-pazza-2.html