Raggi di monnezza

Avete visto come siamo ben informati sull’attività della Sindaca di Roma? Sono emersi subito i possibili intrecci tra l’assessora Muraro e l’Azienda municipalizzata, poi abbiamo saputo che lo stipendio del capo della segretaria politica raggiungerà 105 mila euro, poi è emersa la promozione di Marra ed infine la querelle sulla nomina e sullo stipendio del Capo di Gabinetto (stipendio che è deciso per legge ed è più basso rispetto ai precedenti Capi di Alemanno e Marino, così giusto per dire)
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Voglia di cambiamento…

0169f-renzifonzie-nonleggerlo3Così molto furbescamente l’ha definita Renzi per avere una carta da giocarsi alla prossima direzione del Pd perché in effetti chiamarla sconfitta per lui sarebbe stato pericoloso. Vorrebbe dire che il governo, nel cuore degli italiani, non sta suscitando quell’entusiasmo che Matteo incessantemente cerca di farci credere.
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Election Day al vin bianco

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Mentre in America è quasi certa la sfida fra Donald Trump e Hillary Clinton, a qualche mese dalle elezioni nostrane in quel di Gavi la situazione appare ancora molto nebulosa.
Rumors locali parlano di un accordo fra il Sindaco uscente, Nicoletta Albano, e il vecchio leone democristiano Cavallera, per fare in modo che la Zarina gaviese non abbia di che preoccuparsi per la successione al trono.
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Fuoco amico metropolitano

Con il termine di fuoco amico si vuole indicare, nel gergo militare, quella situazione in cui i soldati vengono a trovarsi sotto il fuoco delle proprie batterie o di quelle alleate.
In pratica quello che è successo al Consiglio Comunale di Vigevano due giorni fa in Regione.
Se infatti il merito se lo vuole attribuire Giuseppe Villani, consigliere PD, è grazie soprattutto alla maggioranza di centro-dx se l’iter del passaggio di Vigevano all’area metropolitana di Milano subirà uno stop.
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Chi non vota è qualunquista!


Questa settimana gli argomenti non sarebbero mancati.
Si poteva parlare di vitalizi e figli quarantenni disoccupati di noti politici finiti nell’ombra (ma che ci costano come se fossero ancora sulla cresta dell’onda).
Avremmo potuto discutere di bonus pensioni, ricorsi e politici senza vergogna che ieri votavano il “Salva Italia” e oggi sparano a zero sul governo.
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Impresentabili e fieri!


E’ polemica sull’elenco di persone (o personaggi) che per vari motivi si possono annoverare come “impresentabili” e che sono stati invece presentati come candidati alle elezioni del 31 maggio. Si fa dal nostalgico del ventennio alla moglie del killer, passando per indagati, condannati, riciclati e trasformisti. Insomma tutto un bestiario che non invoglia certo un cittadino ad andare a votare e che ha portato all’assurdo appello di alcuni dirigenti di partito a chiedere ai proprio elettori di non votare gli impresentabili per non farli eleggere.
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Se non stai con me, sei una merdaccia!

Le campagne elettorali regalano sempre delle scenette che dovrebbero far capire bene agli elettori chi si trovano davanti.
Una delle cose che ho sempre trovato allucinante, ma che continua ad accadere, è la presunzione di essere il migliore “a prescindere” (come diceva Totò) e chi non è d’accordo fa solo il gioco dell’avversario.

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La fu rossa Emilia-Romagna


C’era una volta la Regione rossa per eccellenza, quella terra che ha dato i natali a molti leader politici di sinistra, dove il PCI era una religione e dove era blasfemo appartenere ad altri partiti.
In una parola sola c’era una volta l’Emilia-Romagna, terra di gente generosa che ha sempre fatto ciò che il partito gli chiedeva e dove è giusto dare atto che la sinistra è riuscita a realizzare tante cose belle.
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