Crisi?!?

Questa parola è entrata oramai a far parte del nostro vocabolario.
Una volta i bambini se non mangiavano si evocava il Babau, oggi non mi stupirei se qualche mamma usasse lo spettro macilento della crisi.
Vai a cena fuori? No c’è la crisi!
Dovrei comprarmi un vestito nuovo, ma sai c’è la crisi…
Insomma aspetto di sentire chiedere al bar un caffè corretto crisi e poi penso di aver sentito parlare di crisi in tutte le salse.
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PROSPETTIVE LAVORATIVE

Mi ha meravigliato il recente accordo siglato da Confindustria e sindacati su contratti e rappresentanza sindacale.
Da una parte il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, dall’altra i leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.
E proprio la Camusso ha stupito per la sua conciliante posizione, mentre all’indomani della sua elezione come capo della CGIL sembrava voler dare battaglia.
Alla fine l’ha spuntata il modello FIAT, con tanti saluti a chi ha scioperato nelle fabbriche.
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Auto-Ricatto

Alla fine ha vinto Marchionne, ma non troppo
Anzi forse troverà il pretesto di questo 60% di SI per dire che non gli basta come garanzia per impegnare 700 milioni
Perchè il gioco della FIAT si è capito benissimo: di salvare Pomigliano non gliene frega nulla, vuole solo far cassa ed eventualmente avere una scusa per dire “noi abbiamo fatto tutto il possibile” e lavarsene poi le mani, come stanno facendo da anni quelli del Lingotto
Ben venga un accordo che impedisce ai furbetti di fare sciopero per guardare l’Italia, ma non lo si prenda come scusa per non impegnarsi sul territorio
Da decenni l’Italia sta foraggiando la FIAT, sempre sull’orlo del collasso e tutto ciò che il nostro paese ha ottenuto è niente!
Certo si parla di migliaia di operai che lavorano per la casa automobilistica, ma da quando ho memoria sento sempre parlare di cassa integrazione per questa o quella fabbrica, segno che la FIAT non ha mai garantito il lavoro per tutti, ma è solo grazie alle regole dello Stato se tutti quegli operai hanno avuto uno stipendio
Se fossimo in altri paesi a quest’ora l’azienda torinese sarebbe già andata a gambe all’aria e forse oggi ci sarebbe una nuova FIAT o una FIAM o una FIAR meno arrogante e più dinamica.
Ed è proprio con arroganza che Marchionne ha imposto il suo piano, senza possibilità di manovra, perchè la FIAT deve spendere 700 milioni….
Questo è il risultato: la FIAT impone e se non si è d’accordo si è dalla parte del torto!
Non solo, visto che non tutti gli operai sono contenti, bisogna pensarci su, come se si stesse giocando a Monopoli e non con la vita delle persone
Se ci fosse stato un governo con le palle (il colore non mi interessa) avrebbe risposto al buon Sergino di abbassare la cresta e di restituire Lancia ed Alfa, se non volevano spendere i 700 milioni per Pomigliano.
Due case automobilistiche italiane regalate al Lingotto perchè non si poteva mettere un concorrente straniero in casa alla FIAT
Oggi Arese ha perso la sua storica fabbrica Alfa e la Lancia è relegata a sorella minore della FIAT, bel risultato non c’è che dire.
Ma sono gli strani paradossi dell’economia: si piange miseria, ma ci si compra la Chrysler
Anzi peggio: prima si chiedono gli ecoincentivi per vedere di più, ma poi, alla faccia della riconoscenza, si dichiara che la FIAT non ha mai chiesto un euro allo Stato
E la politica ovviamente tace
In questo caso PdL, PD, UDC, IdV e via dicendo (mancano CIP e CIOP e poi sembra topolinia) stanno tutti zitti o fanno dichiarazioni “bipartisan”
Come la Bindi, che si è detta non del tutto d’accordo….
Ma che significa? O sei d’accordo con quest’atto di forza o non lo sei!
Ma del resto come può il PD andare contro agli industriali?
Da Montezemolo a De Benedetti, da Della Valle a Benetton, come potrebbero i vertici del PD mettersi contro questi potenti gruppi?
Non so se San Sergio farà la grazia e concederà a Pomigliano di sorpavvivere, ma di sicuro oggi stiamo assistendo ad una delle peggiori farse italiane

Ermanno Cecconetto

IO NON CI STO!

pecoranera2Ebbene si, anche le pecore nere nel loro piccolo s'incaz… ehm s'arrabbiano.
Ha fatto scalpore settimana scorsa la notizia che diverse città (fra cui Alessandria) vogliono intitolare vie a Craxi e ad Almirante.
Apriti cielo: tutti si sono affrettati a puntualizzare che non è possibile, tutti a correre per fare dei distinguo, addirittura alcuni stanno organizzando manifestazioni popolari per fare ostruzione!
Ed io (come disse il buon Oscar Luigi) non ci sto!

Vi avverto:sarò polemico!
Tutta sta cagnara sui nomi delle vie a suscitato in me una sorta di allergia, legato al fatto che poi vedo assoluto silenzio sulla chiusura della FIAT a Termini, ad esempio.
Eppure con tutti i soldi che lo Stato ha dato in tutti questi anni alla FIAT in termini di finanziamenti, incentivi e cassa integrazione è come se noi cittadini ce la fossimo comprata questa azienda e DOVREBBE essere normale chiedere che fine hanno fatto tutti questi soldi, se non sono nemmeno serviti a mantenere dei posti di lavoro.
Invece si lasci pure a casa la gente, ma per carità non ci si parli di Largo Almirante, giammai!
"Se la Fiat, nonostante tutti gli aiuti e le protezioni avute, come ogni altra impresa industriale, andasse male, e io fossi qualcosa nel governo italiano, sequestrerei tutti i beni degli azionisti della Fiat e di tutte le società alle quali partecipa la Fiat per fare fronte al disastro, manderei in galera tutti i responsabili del fallimento e metterei l'impresa in mano ad abili liquidatori."
Lo disse Don Sturzo quasi 60 anni fa e da allora non è cambiato nulla.
Forse se l'avesse detto oggi Berlusconi, Bossi o Fini almeno avremmo visto un pò di gente indignata scendere in piazza a protestare, al grido di "FASCISTI!"
E chi se ne frega se pasta e pane son alle stelle: sono 2 anni che i prezzi al consumo sono saliti e non scendono, mentre il grano costa poco!
Prima era il caro petrolio, poi era la distribuzione, infine è arrivata la crisi, fatto sta che pasta e pane costano sempre tanto e nessuno ha provato a far luce sulla cosa! Ma per l'amor di Dio non fateci Piazza Craxi, che scendiamo in piazza!
Sono io che pretendo troppo, lo so!
In fondo i nostri politici sono in linea coi cittadini: si scende in piazza per il NO RACISM DAY (giusto e sacrosanto per carità), ma non si scende in piazza per chiedere perchè la benzina continua ad aumentare.
Persino l'antitrust è stata costretta ad uscire allo scoperto (chissà che mal di pancia poverini, nel dover fare questa ansa) e ha detto pubblicamente che "qualche cosa non va" (ma dai?), ma tutti zitti e silenzio.
Volete altri esempi che mi indignano di più di queste cagnare politiche?
I tassi sui mutui salgono, nonostante l'Euribor sia ai minimi storici, mentre gli interessi sui conti correnti sono oramai insistenti, in pratica se noi chiediamo soldi alla banca lo paghiamo il triplo dell'indice del costo del denaro, mentre se lo lasciamo a loro non prendiamo nulla, un bel divario direi, però non si parli di vietare il burqua, che si accende subito la protesta parlamentare.
Trenitalia ha praticamente riso in faccia a chi chiedeva rimborsi per i disagi subiti causa neve, ma non parliamo di crocifissi nelle scuole che scoppia un putiferio!
Da quest'anno pagheremo il ricorso al Giudice di Pace ben 38 euro, pertanto se una multa ti costa 40 euro non varrà più la pena contestarla, col risultato che i Comuni daranno il via libera a Vigili ed Ausiliari per far multe a manetta, certi che ben pochi contesteranno eventuali abusi/vizi di forma.
Risolto dunque il problema delle casse comunali che piangono, ma non gli toccate la carriera dei magistrati!
No quella è un attentato alla libertà! E vai di manifestazioni, cartelloni e tricchetracche!
Ecco che allora capisco a cosa serve la cagnara: ad entrambi gli schieramenti serve per impedire alla gente di fermarsi a riflettere su cosa veramente non va.
Basta un pretesto per scatenare ridde politiche e nascondere il vuoto assoluto di tutto quello che non si sta facendo per noi!
Sia chiaro: non ritengo che il Crocifisso, la lotta contro il razzismo, la riforma della magistratura od il burqua sia argomenti di poco conto, così come la valutazione su personaggi politici che per alcuni hanno dato il loro contributo all'Italia, mentre per altri no.
Sono tutti temi importanti, ma mi piacerebbe che si sollevassero moti popolari di sdegno e di protesta anche per problemi che il nostro parlamento sta bellamente ignorando per evitare di mettersi contro le lobbies.
Che mi fanno Largo Craxi può anche farmi alterare, ma mi fa più incaz….arrabbiare prendere ogni mattina un treno che assomiglia ad un carro bestiame, in più mi dicono che pago poco e se rimango bloccato non mi rimborsano nemmeno, il tutto senza che nessuno intervenga.
Forse mi giudicherete un qualunquista (tanti anni fa c'era anche un partito), ma ritengo che finchè ci lasceremo abbindolare così, difficilmente avremo una classe politica migliore.

Ermanno Cecconetto

pubblicato su NoviOnLine 22 gennaio 2010
http://www.novionline.net/news/politica-cittadina/la-pecora-nera-io-non-ci-sto.html <!– –>

FIAT LUX

pecoranera2Sia fatta la luce dicevano i latini e proprio sulla FIAT di questi tempi un pò più di luce non guasterebbe
Le notizie sui presunti miliardi di euro nascosti all'esterno non possono che irritare chi oggi vede seriamente in pericolo il proprio posto di lavoro e chi spesso ha subito lo stress psicofisico di esser messo in cassa integrazione per mesi
Era da diverso tempo che la mia tastiera fremeva sulla questione FIAT, ma l'altro giorno mi è capitato di leggere, sulla bacheca facebook di Graziano Moro, una dichiarazione di Marchionne che mi ha veramente irritato:
"Abbiamo sei stabilimenti in Italia e quello che facciamo qui è l'equivalente di quello che facciamo in una sola fabbrica in Brasile. Questo non ha nessuna logica industriale"
L'AD FIAT parla di logica industriale dopo tutti i soldi ricevuti dallo Stato?
Dove trova nel mondo un'azienda che ha ricevuto così tanti aiuti statali, se non forse nell'Europa dell'est?
Tralasciando il fatto che forse paragonare Brasile ed Italia non è forse molto "logico": le condizioni di lavoro non sono le stesse, come pure gli stipendi, le aspettative di vita e via dicendo, ma Marchionne continua la sua intervista mettendo le mani avanti sulle prossime mosse:
"La Fiat fa auto, camion, trattori e motori. La politica industriale di sviluppo di questo Paese la fa il governo, non può essere responsabilità della Fiat."
E beffa finale, a chi gli fa notare come la FIAT abbia beneficiato di 500 milioni di euro sotto forma di incentivi alla rottamazione da parte dello Stato la risposta è lapidaria: "Non ho fatto nessuna richiesta di incentivi"
Ho riso molto su questa affermazione, perchè basta farsi un giro in rete per trovare articoli che possono confermare come questa sia la più grossa panzana mai detta da Marchionne: appena un mese fa proprio l'AD Fiat aveva dichiarato su tutti i giornali che senza nuovi "stimoli statali" c'era il rischio di assistere alla chiusura di stabilimenti in Italia.
Ma i soldi alla FIAT arriveranno, da decenni oramai ogni governo, di una sponda e dell'altra, ha puntualmente ed abbondantemente foraggiato la FIAT, a dispetto dell'arroganza che Marchionne usa in queste dichiarazioni, quasi si trattasse solo di numeri e non di persone da mandare a casa.
Anzi Berlusconi ha già detto si ad ottobre, perchè ovviamente l'occupazione va salvaguardata, ma dopo tutti i soldi dati a questo gruppo, sotto forma di cassa integrazione ed incentivi alla rottamazione, davvero l'occupazione è stata salvaguardata?
Come esempio basta l'ansa del 18 novembre che comunica la decisone di chiudere l'Alfa Romeo di Arese, ma la news è passata in sordina su tutti i giornali.
Nessuno, dai sindacati alla sinistra e al governo, ha fatto dichiarazioni in merito.
Come mai nessuno ricorda alla FIAT che l'Alfa e la Lancia furono regalate al gruppo per quattro soldi nel 1986 dall'allora presidente dell'IRI, Romano Prodi, insieme a centinaia di miliardi di lire di finanziamenti pubblici con il chiaro intento di risanarle?
Che fine ha fatto la denuncia alla FIAT per "Truffa aggravata ai danni dello Stato per frode contrattuale" fatta nel 2004 da oltre 600 lavoratori Alfa?
Ovviamente nessuno lo sa ed oggi, ciliegine sulla torta, l'annuncio della chiusura dell'Alfa ad Arese e le dichiarazioni di Marchionne che preannunciano altre chiusure.
Ma davvero possiamo meravigliarci se oggi si parla che il presunto tesoro ereditario Agnelli ammonta a 20 miliardi di euro?
La prassi pare consolidata e basta guardare, come esempio, l'anno scorso: alla fine del 2008 Marchionni piangeva nuovamente miseria e chiese gli incentivi alla rottamazione (prontamente avuti) salvo poi, nella primavera del 2009, dichiarare rose e fiori e comprarsi la chrysler…
A me pare, profano delle manovre industriali, un nemmeno poco velato modo di sfruttare la cassa integrazione
Vorrei sapere quanti soldi, fruttando questi trucchetti, sono finiti a rimpolpare quei 20 miliardi paventati dalle stime dell'erede Agnelli.
Speriamo che l’indagine dell’Agenzia delle Entrate riesca a verificare se c’è stata violazione della normativa fiscale, ma data la complessità dubito si riuscirà a capire qualche cosa.
Però una cosa si può fare: basta soldi!
Se la FIAT non è in grado di andare avanti venda dei pezzi, Alfa e Lancia ad esempio, che già avevano suscitato l'interesse della FORD nell'86, ma che furono regalate alla FIAT per evitare che un concorrente straniero entrasse nel mercato italiano.
Se magari ci fosse stata più concorrenza interna, forse oggi anche la FIAT avrebbe tratto vantaggio da una sana competizione, mentre avendo l'assoluto monopolio ha sempre fatto quel che più gli aggradava.
Oggi ci rendiamo conto che il caro prof. Prodi ha fatto tanti regali agli industriali italiani: Alfa, Lancia ed Olivetti per citarne alcuni, ma a nessuno pare importare, perchè tanto alla fine ha pagato pantalone

Ermanno Cecconetto

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