Trivelle go Home!


Chi mi conosce sa che per anni la mia famiglia ha vissuto sui monti, per alcuni anni gestendo il rifugio dell’Antola, per poi scende di qualche centinaio di metri e passare più di un decennio alle Capanne di Carrega.
Credo quindi di potermi considerare più ecologista di tanti che oggi si credono verdi paladini e che parlano di ambiente pur non vivendo a contatto con la natura.

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Fuoco amico metropolitano

Con il termine di fuoco amico si vuole indicare, nel gergo militare, quella situazione in cui i soldati vengono a trovarsi sotto il fuoco delle proprie batterie o di quelle alleate.
In pratica quello che è successo al Consiglio Comunale di Vigevano due giorni fa in Regione.
Se infatti il merito se lo vuole attribuire Giuseppe Villani, consigliere PD, è grazie soprattutto alla maggioranza di centro-dx se l’iter del passaggio di Vigevano all’area metropolitana di Milano subirà uno stop.
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Caccia

Sebbene abbia vissuto per molti anni in mezzo al verde, prima sul monte Antola e poi a Capanne di Carrega, dove la natura la tocchi sulla tua pelle, non mi ritengo un fervente ecologista.
Eppure per la salvaguardia della natura in quegli anni la mia famiglia ha fatto molto di più di chi si scalda sull’argomento, restando in città.
L’idea che hanno molti dell’ecologia è leggermente diversa dalla realtà dei fatti.
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STACCARE LA SPINA!

Da diverso tempo sento usare questo termine nei confronti dell’attuale Governo ed è sorprendente vedere come si usi con leggerezza, senza pensare per un attimo al riferimento implicito che si fa a tutte quelle persone che realmente soffrono negli ospedali e che non possono “staccare la spina”, decidendo di morire in pace.
L’accozzaglia di politicanti che da tempo pascola in Parlamento non è mai riuscita a fare una legge decente sul testamento biologico, ma nonostante tutto usa il termine per enfatizzare il proprio pensiero.
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Terremoto acqua

Il dopo referendum inizia già a mostrare i primi effetti.
Il primo (e forse il più doloroso) è che D’Ascenzi quest’anno non sarà a capo del ristorante del pesce della Festa Democratica!
Non è dato sapere se per scelta dell’amministratore delegato di Acos, forse amareggiato dal voltafaccia di Bersani negli ultimi mesi sul SI al referendum dell’acqua, oppure se i  vertici del partito novese hanno deciso per una ventata di novità. Continua a leggere

Io voterò SI

REFERENDUM2011La mia posizione rispetto ai referendum devo dire che ha spiazzato molti amici e conoscenti.
Come se il non essere vicino ad una certa parte politica implicasse il dover agire sempre e comunque in modo contrario.
Che poi non è nemmeno vero questo, perchè conosco molti amici di sinistra che alla fine, chi per un motivo e chi per un altro, voteranno NO
Ecco dunque che quando dico che ai 4 referendum voterò SI, alcuni mi guardano sgomenti, mentre altri abbozzano un sorrisino come dire "anche tu ti prepari ad abbandonare la barca?"

A prescindere da come uno la pensa politicamente, i referendum sono un dovere civico che va oltre alla partigianeria politica.
Bisogna votare secondo coscenza e non secondo partito
Se voto SI non lo faccio per fare un dispetto a Berlusconi, come faranno molti, ma lo faccio perchè ritengo lo ritengo giusto e motivato.
Partiamo ad esempio dal nucleare: non ho paura di Fukuscima, ma non mi fido degli italiani.
Basta vedere cosa è successo con l'ospedale de L'Acquila, ristrutturato con sabbia di mare per intascarsi più soldi.
Mettiamo poi che per la prima centrale ci vogliano 10 anni, se è vero che entro il 2030 di uranio non ce ne sarà più, ha senso costruire delle centrali per che potranno funzionare solo 10 anni?
Meglio allora trovare alternative enegetiche più durature.
Passiamo poi al legittimo impedimento: non metto in discussione la particolare attenzione della magistratura nei confronti di Berlusconi.
Anzi ci sarebbe da fare una stima di quanti soldi pubblici sono stati spesi (fin'ora senza condanne) per passare al setaccio tutti i respiri di Silvio, quando poi non si ha la stessa solerzia in altri casi e si lasciano uscire dei pericolosi mafiosi per decorrenza dei termini.
Ma dato che sono uno che crede ancora negli ideali, per me la legge deve essere uguale per tutti, siano essi politici, capi di stato, mafiosi o semplici ladri di polli
Infine la bagarre sull'acqua.
Qui vedere che addirittura partitoni come il PD si spaccano sul SI e sul NO, mi suggerisce che l'inciucio è dietro l'angolo
Infatti, nonostante Bersani fosse di idee diverse, in questi giorni ha detto chiaramente di votare SI, chissà D'Ascenzi come l'ha presa…
Come ho già avuto modo di dire in passato, la mia è l'opinione di un utente finale, ma affidare la gestione ai privati e prevedere un'adeguata remunerazione del capitale investito a me fa paura.
La teoria è semplice: se impediamo qualsiasi remunerazione del capitale investito, impedendo dunque di aumentare le tariffe, come si trovano i fondi per fare le opere necessarie e la manutenzione?
Tra il 2000 e il 2010, le tariffe dell'acqua in Italia sono aumentate del 55,3%, quindi il vittimismo "remunerativo" sembra fuori luogo, ma far passare il messaggio che coi privati risolveremmo tutti i problemi di sprechi, fondi e controllo degli evasori appare molto fuori dalla realtà italiana.
Gli interessi che le aziende o gli enti locali sostengono sui mutui saranno sempre e comunque pagati dai cittadini.
Ieri con l'aumento delle tasse, domani con l'aumento delle tariffe ed il servizio sarà lo stesso: impianti che perdono, acqua di scarsa qualità, ecc.
Dubito che chi fino ad oggi ha riempito la piscina evadendo sarà beccato domani, per un semplice motivo: gli onesti cittadini che pagano garantiscono la remunerazione del capitale anche per gli evasori.
E' palese per chiunque: fare causa all'evasore spesso comporta più spese di quanto deve all'azienda ed è spesso una perdita di tempo, quindi logicamente è meglio aumentare le tariffe, piuttosto che recuperare questi crediti.
Ecco dunque che al posto di passar la palla ai privati, mi piacerebbe una seria politica di lotta agli utenti morosi.
Per tutte queste ragioni voterò SI

Ermanno Cecconetto

Per ragioni diverse….

Per ragioni diverse da quelle “estremiste”, ai referendum voterò SI a tutti e quattro i quesiti.

Non voglio che l’acqua divente un bene pubblico gestito esclusivamente dai privati
Non mi fido dei costruttori italiani che faranno le centrali (l’ospedale de L’Aquila direi che insegna)
Non è giusto che ci siano certi privilegi

ACOS O CAOS?

acosAvete mai fatto caso che cambiando l'ordine delle prime due lettere della sigla Acos si ottiene la parola Caos?
Facezie linguistiche e coincidenze a parte, recentemente l'amministratore delegato di Acos è intervenuto sul tema dei referendum sull'acqua.
D'Ascenzi, anche in qualità di vicepresidente di Federutility, ha detto la sua su una questione che sicuramente lo vede fra i principali e più importanti attori del territorio novese in tema di acqua.

Tema che gli sta molto a cuore, basta ricordare la querelle dell'estate scorsa con i bookmakers impegnati a raccogliere scommesse sulla chiusura del ristorante del pesce alla festa del PD, il tutto perchè il partito non aveva chiesto il suo parere prima di scendere in piazza a raccogliere firme per questo famigerato referendum.
Come dicevo, D'Ascenzi dunque è intervenuto sull'Unità per dire la sua, ma più che rassicurarmi sul possibile voto al NO, le sue spiegazioni hanno fatto nascere in me scenari foschi per noi cittadini.
Ovviamente è l'opinione di un utente finale, che cerca di non affogare in questo "mare magnum" di tariffe, tasse e balzelli che sono in continuo aumento.
Anzitutto è bene ricordare cosa voglio abrogare questi due referendum:

  • il primo la modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, che prevede l'ingresso di privati,
  • il secondo la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.

Tornando all'intervento, mi pare un controsenso affermare che i privati, se sarà dato il via libera alla remunerazione del capitale investito, staranno fuori dai giochi.
Sappiamo bene che in Italia, non appena c'è odore di soldi, molti furbetti del quartierino (in questo caso potremmo dire del tubicino) ci si gettano a pesce, ben spalleggiati dalle banche che a noi comuni mortali negano i mutui pur avendone i requisiti, ma a loro concedono milioni senza nessuna garanzia.
Ecco dunque che affermare che il primo quesito è meno rilevante del secondo gioca un po' furbescamente a nascondere una realtà che potrebbe benissimo concretizzarsi.
Ma a lasciarmi perplesso è soprattutto la filippica sul secondo quesito, che tira in ballo responsabilizzazione del cittadino, spesa pubblica e sanzioni europee.
La teoria di D'Ascenzi è semplice: se impediamo qualsiasi remunerazione del capitale investito, impedendo dunque di aumentare le tariffe, come si trovano i fondi per fare le opere necessarie e la manutenzione?
Ora sull'aumento delle tariffe mi permetto di segnalare all'ad Acos che da un recente sondaggio della Cgia di Mestre risulta che, tra il 2000 e il 2010, le tariffe dell'acqua in Italia sono aumentate del 55,3%, quindi il vittimismo "remunerativo" appare fuori luogo.
Sicuramente è vero che quando "paga Pantalone" c'è minor cura delle cose, ma fra i compiti di chi dirige un'azienda municipalizzata dovrebbe anche esserci il controllo che questi soldi siamo impegnati bene.
Far passare il messaggio che coi privati risolveremmo tutti i problemi di sprechi, fondi e controllo degli evasori appare molto fuori dalla realtà italiana.
O forse vuol dire che gestire bene un'azienda dipende solo dal cappellino che si indossa?
Se hai il cappellino pubblico chissenefrega, se hai quello privato allora occhio allo spreco e caccia agli evasori.
Capisco che i privati a fine anno ai bravi amministratori danno bonus remunerativi, ma possibile che non esista più un po' di senso civico?
Proprio uscendo dalla logica del si o del no e rispondendo alla domanda di D'Ascenzi, gli interessi che le aziende o gli enti locali sostengono sui mutui saranno sempre e comunque pagati dai cittadini.
A prescindere, come diceva Totò.
Ieri con l'aumento delle tasse, domani con l'aumento delle tariffe ed il servizio sarà lo stesso: impianti che perdono, acqua di scarsa qualità, ecc.
Dubito che chi fino ad oggi ha riempito la piscina evadendo sarà beccato domani, per un semplice motivo: gli onesti cittadini che pagano garantiscono la remunerazione del capitale anche per gli evasori.
E' palese per chiunque: fare causa all'evasore spesso comporta più spese di quanto deve all'azienda ed è spesso una perdita di tempo, quindi logicamente è meglio aumentare le tariffe, piuttosto che recuperare questi crediti.
Per questo aumentare le tariffe per "responsabilizzare" il cittadino mi appare solo una scusa.
Lo si dica senza troppi fronzoli: in Italia dobbiamo passare al privato perchè le attuali gestioni pubbliche sono state incapaci di gestire ed amministrare i mastodontici finanziamenti pubblici che negli anni sono stati riversati nel settore e dato che i soldi i privati non ce li vogliono mettere, cari cittadini li dovete tirare fuori dalle vostre tasche.
E se invece iniziassimo a far pagare chi ha gettato via i soldi pubblici prendendo fior di stipendi?
Una seria politica di ristrutturazione e razionalizzazione dovrebbe esser adottata già da anni, mentre tanti hanno dormito sonni profondi, messi a capo delle municipalizzate solo come premio politico e non certo per meriti.
Da un amministratore delegato di un'azienda municipalizzata mi sarei aspettato una difesa del servizio pubblico, magari precisando che le tasse finiscono si nel calderone, ma che buoni amministratori possono impegnarli bene.
Dall'intervento di D'Ascenzi emerge una sconsolante realtà che pare non possa esser cambiata: i soldi pubblici sono sempre destinati a finir mal spesi…
Chissà come saranno contenti gli amministratori di Novi nel sentirselo dire da uno del loro stesso partito

Ermanno Cecconetto

pubblicato su NoviOnLine 15 Aprile 2010
http://www.novionline.net/news/politica-cittadina/la-pecora-nera-acos-o-caos.html