DOPO L’AUMENTO DEL BUONO-MENSA, UN’ALTRA TASSA SUI GENITORI NOVESI?

AvantiNoviRicevo dagli amici di Avanti Novi e volentieri pubblico

Abbiamo saputo dell’intenzione dell’amministrazione comunale di organizzare
un pre-scuola a pagamento per figlie e figli di genitori che lavorano:
la verità è che questo servizio in molte scuole c’è già, ed è gratis.
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AAA scuola adottasi…


Avete mai partecipato a qualche iniziativa di solidarietà che prevedeva l’adozione a distanza di qualcuno o qualche cosa?
Personalmente ricordo di aver adottato un pinguino o un elefante tramite il Wwf tantissimi anni fa, ma in Italia ci sono diverse associazioni che se ne occupano e con le formule più disparate: si va dai bambini in Africa, alle pecore in Sardegna per farsi mandare il formaggio, passando per iniziative molto curiose quali… le scuole!
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Novi e il tempo pieno a scuola: non è colpa della Gelmini

Caspar_David_Friedrich,_Viandante_sul_mare_di_nebbiaNei giorni scorsi alla scuola primaria (ex elementari) Giovanni Pascoli di Novi, si è tenuta una seduta del consiglio comunale cittadino aperta al pubblico dal titolo inequivocabile: “Effetti del processo di razionalizzazione della rete scolastica sulla scuola novese – Considerazioni e proposte”.
Lodevole iniziativa, che risultava però già viziata in partenza: è oramai noto, infatti, che non è colpa della riforma Gelmini se a Novi non ci sarà il tempo pieno.
È stata piuttosto la maggioranza dei genitori a scegliere le 30 ore settimanali, che non prevedono servizio mensa e rientri pomeridiani.
Notizia ribadita dalla dirigente dell’ufficio scolastico provinciale e confermata, durante la serata, dallo stesso dirigente della scuola secondaria di primo grado.
Assodato che è il comprensorio scolastico novese a non aver richiesto l’organico per costituire classi a tempo prolungato per il prossimo anno scolastico, durante la seduta il sindaco Robbiano, però, non ha perso l’occasione per ribadire che “il disegno della riforma Gelmini è quello di smantellare la scuola a tempo pieno”.
Dunque la riforma Gelmini è responsabile della scelta dei genitori sulle 30 ore, strana tesi davvero.
A questo punto viene da chiedersi se lo scopo della serata fosse non tanto il discutere degli effetti, quanto intentare un processo, magari per spostare l’attenzione dal caso D’Ascenzi, che sotto sotto non ha per niente smesso di “ribollire”, e prossimamente conoscerà nuove puntate.
Spiace constatare che per l’ennesima volta c’è stata poca comunicazione fra scuola, comune e genitori (evidentemente la storia delle brocche non ha insegnato nulla), e che si è dovuta convocare addirittura una seduta comunale aperta per chiarirlo.
Spiace anche che alcuni consiglieri della maggioranza si siano sentiti in dovere di chiedere un consiglio  comunale aperto sulla scuola e non sul bilancio, per esempio, visto l’aumento della tassa sui rifiuti che tocca tutti i novesi in maniera significativa.
I gettoni di presenza di consiglieri e assessori saranno pure poca cosa, ma se l’uso della macchina pubblica è chiaramente politico, lo sperpero è per lo meno contestabile.
Perché allora non fare una seduta aperta sulla gestione del servizio idrico, che tanto clamore ha suscitato nel Pd novese?
O si faccia un consiglio sul ricorso al Tar per le elezioni regionali, in modo da spiegare alla gente perché (forse) fra qualche mese dovrà nuovamente andare a votare.
Tutto questo piangere miseria di molte amministrazioni mi ricorda il paradosso della Regione Emilia Romagna: Vasco Errani chiede meno tagli, ma la sua regione sponsorizza di tutto, compreso il festival del letame.
D’accordo che l’Italia (su questo credo possiamo convenire tutti, al di là delle nostre opinioni politiche)  naviga in un mare di sterco, ma sponsorizzarlo pure…

Ermanno Cecconetto

Pubblicato su Il Nostro Giornale del 08 Luglio 2010
http://www.regione.piemonte.it/mentelocale/DownloadPaginaGiornale.do?pathPdf=20100708%2FNostro%2520Giornale%2520%28AL%29%2FPDF%2F&nomePdf=ILNOSTRO026G1K_008.pdf&data=08%2F07%2F2010&fp=M2ZiMGFkMDkwYzQ3N2QzNzIzM2NlMTIwNDYzZmFmMjAxMDgyNjlmOQ%3D%3D

POLI BYE BYE

pecoranera2Sempre in tema di istruzione, dopo aver parlato delle mense, capita di dover parlare anche di università a causa delle brutte notizie che arrivano da Alessandria e che inevitabilmente colpiranno anche gli studenti novesi e del circondario, ma sembra che a Novi nessuno se ne sia accorto

Lunedì 26 ottobre si è svolto ad Alessandria un incontro promosso dal Presidente della Provincia che aveva per tema il futuro della sede distaccata del Politecnico di Alessandria e a cui hanno partecipato il professor Andrea Gilli (Politecnico di Torino), l'avv. Giampiero Mazzone (Consorzio Alessandrino per lo Sviluppo del Politecnico), i parlamentari Maura Leddi, Mario Lovelli e Franco Stradella, il consigliere regionale Rocco Muliere, il sindaco di Alessandria Piercarlo Fabbio e l’assessore Giancarlo Forno.
L'invito, per dovere di cronaca, era stato rivolto a tutti i parlamentari e consiglieri regionali dell'alessandrino, poichè la questione coinvolge tutto il territorio, ma come si può leggere ci sono state diverse defezioni ed è un peccato per gli assenti, perchè si rischia di passare per poco sensibili su un argomento che interessa molte famiglie della provincia.
Fatto sta che il Politecnico ha deciso: meno corsi di laurea, dimezzate le ore di didattica da 182 mila a 96 mila, ergo chiusura di tutte e cinque le sedi distaccate!
Una decisione che ha scatenato un putiferio regionale, soprattutto ad Alessandria perchè come ricordano il Sindaco di Alessandria ed il Presidente della Provincia, i vari enti locali hanno sempre finanziato la sede del Poli: il Comune di Alessandria, ad esempio, ha versato per la sede degli Orti ben 1 milione e 45 mila euro in cinque anni, mentre la Provincia ha investito oltre 4 milioni di euro a vario titolo
Senza contare i fondi versati dagli altri attori coinvolti nel finanziamento del polo distaccato, come la Fondazione Cassa di Risparmio o il Consorzio per il Politecnico.
Spiace dunque constatare che nonostante i cospicui investimenti, si trovi il pretesto dei decreti Gelmini per imporre la chiusura di una sede i cui crediti formativi costano il 25% in meno della sede di Torino e i cui laureati statisticamente trovano lavoro prima di altre università, dunque sembra più una ripicca politica del Rettore contro una riforma non voluta, che non una reale esigenza.
Questo costringerà studenti e famiglie a costosi fuori-sede o a massacranti pendolarismi con tutte le conseguenze del caso: l'uso di una rete ferroviaria da sempre poco adeguata e poco flessibile che è sotto gli occhi di tutti da diverso tempo.
Purtroppo è noto a tutti che con le FS non sai quando parti e non sai se e quando arrivi a destinazione.
La risposta del Comune di Alessandria però offre scenari interessanti che forse, e sottolineo malignamente forse, anche il Comune di Novi dovrebbe approfondire e non farsi scappare, ovvero la Cittadella della Conoscenza.
Pare infatti che la giunta Fabbio sia pronta a partire con un progetto ambizioso che coinvolta le facoltà scientifiche dell'Avogadro, la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria ed altri soggetti per arrivare ad ottenere diversi risultati: consulenza alle imprese, progetti cofinanziati, contribuzione a bandi e corsi di formazione con la possibilità di prendere eccellenze ed immetterle direttamente nell'indotto lavorativo.
A Novi già oggi ci sono importanti realtà industriali come la Campari o la Novi, arriverà presto la Maruzzella, ecco dunque che l'interesse per crescere eccellenze e tenerle sul territorio rappresenta anche per il novese un'importante necessità ed una reale opportunità.
L'amministrazione novese, a mio modesto parere, dovrebbe proporsi come partner in questo progetto, magari coinvolgendo anche Tortona, per creare una struttura sinergica che permetta agli ragazzi di restare a studiare nella zona e sia un utile serbatoio lavorativo per le aziende site nel territorio.
Ma rileggendo quanto ho scritto, i nostri amministratori saranno così lungimiranti da non farsi scappare questa occasione?
Ai posteri l'ardua sentenza!

Ermanno Cecconetto

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Mens(a) Sana

pecoranera2La polemica nata dall'acqua fornita nelle mense novesi ha suscitato diverse reazioni ed ha visto il Presidente di Noviservizi rispondere in prima persona su NoviOnLine alle accuse di alcuni lettori sulla qualità e sulle decisioni prese.

Ovviamente è anche piacevole constatare che, nonostante i tanti cloni, il nostro foglio multimediale resta un utile strumento di comunicazione per i cittadini, ma il comunicato ha catturato la mia attenzione per alcune cose.Premettendo che so già come per alcuni il conto della serva su di un pasto non è importante, purchè sia garantita qualità e sicurezza per i pargoli, ma non per questo mi sono tirato indietro dal fare le mie elucubrazioni, altrimenti che Pecora Nera sarei?
Leggendo il comunicato del presidente di NoviServizi mi è balzato agli occhi la cospicua cifra di 520000 euro che il servizio registrerà come passivo per il 2009 e la domanda è stata immediata: ma suddivisi come?
Normalmente il costo totale comprende costi di gestione, costo del personale e costo del pasto, come sono distribuiti e quanto incidono queste voci sui 6.60 euro?
Ecco dunque un nuovo episodio che evidenzia una scarsa comunicazione fra amministrazione e cittadini, perchè un dato comunicato così al volo non fa che aumentare la curiosità e soprattutto una cifra così alta può sembrare esagerata.
Facendo due conti al volo, se si dichiara un costo unitario di 6.60 euro per pasto e considerando una media di 1100 pasti giornalieri erogati 20 giorni su 9 mesi, il costo totale annuo dovrebbe essere di circa 1306800 euro e poichè si ha una perdita netta di 2.10 euro a pasto (al cittadino si chiedono al massimo 4.50 euro), la NoviServizi nel 2009, per i soli pasti, perderebbe a spanne 415mila euro circa e quindi siamo vicini alla cifra indicata dal Presidente Lo Destro.
Sicuramente con questo disavanzo è facile notare che la NoviServizi ha ingrossato parecchio il suo peso nel bilancio comunale, visto che nel consuntivo 2006 (anno della creazione) risultava in perdita solo di 34000 euro.
Lascia un pò perplessi il fatto che il Sindaco nella relazione al Bilancio di Previsione 2009 aveva parlato di una riduzione del costo pasto, quindi o nel 2008 era più caro, oppure non si è dato seguito a quella dichiarazione, perchè a detta di molti cittadini i buoni pasto non sono proprio a buon mercato.
Infatti mi è capitato di sentire genitori perplessi su come faccia il pasto di un bambino a costare 6.60 euro e giusto per verificare queste affermazioni, mi sono divertito con alcuni prezzi al supermercato per capire quanto può costare ad un privato un pasto medio.
Ho scelto un menù semplice: primo, secondo, contorno e frutta e questo è il risultato:

Pasta, costo 2,16/Kg, a porzione = 0,22
Ragù di carne, costo 8,95/Kg, a porzione = 0,18
Hamburger scelti, costo 12,49/Kg, a porzione = 1,56
Insalata bio, costo 8,95/Kg, a porzione = 0,60
Mele bio Golden, costo 2,59/Kg, a porzione = 0,58
Totale = 3,14

Chi fa la spesa quotidianamente può facilmente verificare che dai prezzi al kilo non ho indicato cibo di seconda scelta e considerando che questo è il costo del cliente di un supermercato, si può sperare che alla NoviServizi vengano applicati prezzi migliori.
Pur volendo lasciare questo costo per compensare l'acquisto di condimenti, vorrebbe dire che 3.46 euro, ovvero più della metà del costo totale, concorrono a coprire i costi di gestione e del personale, un pò tanto mi pare.
Ovviamente è un'analisi fatta a spanne e quindi senza riscontri oggettivi, ma mi sono ricordato che Altroconsumo, tempo fa, fece una bella inchiesta sulle mense scolastiche (http://www.altroconsumo.it/ristorazione/inchiesta-nelle-mense-scolastiche-s65271.htm) ed andando a spulciare le varie sezioni dell'inchiesta si può leggere come a Milano, ad esempio, il costo del pasto sia al massimo di 2.43 euro, mentre a Genova costa 4.12 euro e a Torino 4.35.
Non solo, senza andare troppo fuori porta si può facilmente verificare che ad Alessandria un pasto costa al cittadino 3.36 euro ed a Tortona 3.75 euro, tutte tariffe massime a cui va poi tolto l'eventuale bonus sul reddito come a Novi.
Ovviamente è logico che Milano, Genova e Torino, ma anche Alessandria, sono città grandi che permettono una contrattazione migliore con i fornitori, un maggior impegno di capitali ed un miglior volume di entrate, ma persino Arquata fornisce il servizio mensa a domicilio per gli ultra 60enni ad un prezzo minore: 4.10 euro al massimo e si parla di persone adulte che indubbiamente mangiano di più e con servizio a domicilio.
Si è discusso molto in questi giorni di acqua, di risparmio e di ecologia, ma forse anche sui costi andrebbe fatta una riflessione, possibile che a Tortona i bambini mangiano male e senza controlli?
Sicuramente 50 centesimi al giorno non fanno tanta differenza (giusto una bottiglietta d'acqua al distributore automatico), ma sul budget annuale di una famiglia 100 euro magari sono utili per altre spese.

Ermanno Cecconetto

pubblicato su NoviOnLine il 23 ottobre 2009
http://www.novionline.net/news/politica-cittadina/la-pecora-nera-mens-a-sana.html <!– –>