BENITO ED I TERREMOTI!

L’altro giorno su facebook mi è capitato di leggere e condividere un’immagine che faceva un raffronto tra come sono stati gestiti alcuni terremoti ai tempi di Mussolini e ai giorni nostri. In particolare si faceva riferimento al terremoto del Vulture del 1930 e a quello dell’Emilia dei giorni nostri.
La foto è rimasta attiva per mezza giornata e poi evidentemente è stata segnalata agli amministratori di facebook come “contenuto non consono”, anche perchè in fondo capeggiava la scritta “Mussolini: poche parole, tanti fatti“, ma sollevava comunque un quesito degno di discussione.
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L’Italia è un paese meraviglioso!

Più volte mi è capitato di pensare e dire che siamo un popolo di caproni, sempre pronti ad agitarci se ci dicono che tolgono il calcio per tre anni, ma totalmente insensibili a IMU, aumenti IVA e benzina.
Poi capitano drammi come il terremoto in Emilia Romagna e rimango sempre affascinato dal grande cuore che ogni nostro cittadino sa mettere in campo.
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Un due giugno diverso

La rete si mobilita e chiede a gran voce che sia un 2 giugno diverso, ovvero che si pensi a chi soffre e si celebri la Repubblica in modo più concreto.
Dirottando verso i terremotati i soldi destinati alle manifestazioni ed inviando i militari ad aiutare quella povera gente.
Un appello che si allarga anche al Papa, chiedendo che rinunci ad andare a Milano il 2 e 3 giugno.
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