Italian pride


Venerdì scorso è stato il fatidico 4 luglio, giornata dell’orgoglio americano, giorno in cui gli Stati Uniti si fermano e festeggiano la propria festa nazionale.

Vedendo le immagini che sono state trasmesse in tv devo dire che ho provato un po’ di invidia, soprattutto per lo spirito di appartenenza alla terra natia che accomuna milioni di persone nate negli U.S.A.

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BUON COMPLEANNO ITALIA – Riflessioni in libertà sul Risorgimento

"AVANTI NOVI" DIVENTA ASSOCIAZIONE E PROMUOVE UN CORSO DI FORMAZIONE CIVICA

In occasione del 152° anniversario dell’Unità d’Italia, domenica
17/03/2013 alle ore 17 presso i locali della Casa del Giovane siti
a Novi Ligure in Via Gagliuffi si terrà un incontro pubblico dal
titolo “BUON COMPLEANNO ITALIA – Riflessioni in libertà sul
Risorgimento”.

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Celebriamo la crisi

Strano paese il nostro.
Si parla di crisi, di tagli, di mancanza di fondi, ma i soldi per fare le celebrazioni alla fine si trovano sempre.
Non è la prima volta che sollevo la questione, ma ancora una volta rimango stupito di come questa classe politica sia totalmente sorda alle esigenze del paese.
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Avanti Savoia!

Caspar_David_Friedrich,_Viandante_sul_mare_di_nebbiaSta passando veramente in sordina il solenne evento della nostra Repubblica, sotterrato dalle notizie sui processi del Presidente del Consiglio, dal nuovo scandalo affittopoli, dagli sbarchi a Lampedusa e dal terremoto in Giappone.
Le amministrazioni comunali si sono organizzate per festeggiare al meglio il 17 marzo, ma a livello nazionale la politica sembra si sia dimenticata di intervenire per sensibilizzare gli italiani verso questo grande appuntamento.

Ha fatto di più Benigni a Sanremo in una serata, che i politici in quasi un anno di preparativi.
Certo poi a Benigni sono arrivate anche le critiche: dal compenso stellare alle rettifi che “borboniche”, ma si sa che il sangue dei vinti non è mai facile da lavare…
Sul compenso, critico chi gliel’ha dati non lui, ma scoprire, ad esempio, che il Regno Borbone non era peggiore del Regno di Piemonte e Sardegna sul piano delle persecuzioni agli esponenti del pensiero liberale, mette una certa curiosità sul reale intento savoiardo: accaparrarsi le ricchezze del sud o unire l’Italia?
Purtroppo sono considerazioni postume, che non avendo ricevuto opportune verifi che, lasciano molti dubbi e spazio alla fantasia.
Sarebbe come voler discutere dei giovani militanti della Rsi e affermare che ne facevano parte anche ragazzi che volevano soltanto difendere la patria dagli invasori americani e che sono morti per gli ideali che gli erano stati insegnati a scuola e in cui credevano.
Lecito pensarlo, impossibile dirlo, perché in Italia non c’è posto per l’altra faccia della medaglia.
Ma sia come sia, non sento intorno a me euforia e gioia, ma solo indifferenza.
Avete per caso letto qualche commento “autorevole” sul falò vicentino che ha bruciato una sagoma raffigurante Garibaldi con presenti consiglieri comunali, provinciali e regionali perché: “Garibaldi era un bandito vissuto di espedienti e ladrocini in Sud America. E che anche i famosi Mille erano una accozzaglia di sbandati e predoni”? Proprio quella sinistra che ha a cuore la Resistenza, che conserva con fermezza la propria memoria, mostrando il proprio furore se si parla delle storie dei vinti e che chiede ai giovani di non dimenticare, proprio quella dovrebbe esser la prima a difendere con forza questa ricorrenza, perché non si sputa solo sul sacrificio dei Mille (che erano 150 avvocati, 100 medici, 20 farmacisti, 50 ingegneri e 60 possidenti, circa 500 ex artigiani, ex commercianti di cui solo alcuni avevano avuto guai con la giustizia), ma di fatto si sminuisce anche il sacrificio di quanti hanno combattuto per liberare il paese nel dopo guerra.
Del resto lo stesso Garibaldi si pentì di come evolsero le cose, insofferente dei compromessi della politica,  indignato dalla corruzione del mondo parlamentare, deluso dalla litigiosità e dalla debolezza dei governi della sinistra.
Prima di parlare del futuro bisogna recuperare il nostro orgoglio italiano, altrimenti diffi cilmente
potremo costruire un paese migliore di questo.

Ermanno Cecconetto

pubblicato su Il Nostro Giornale 17 marzo 2011
http://www.regione.piemonte.it/mentelocale/DownloadPaginaGiornale.do?pathPdf=20110317%2FNostro%2520Giornale%2520%28AL%29%2FPDF%2F&nomePdf=10-INGI_08.pdf&data=17%2F03%2F2011&fp=MWFjNDRmZjUzMWVkYjI0NWUyNDUzMWIxMWIyOWFiMzVkYjZlZDQ2Ng%3D%3D

Lettera aperta di Dora Liguori a Roberto Benigni

Per par condicio è giusto leggere anche questo

Gentile Signor Benigni,

         una mancanza di obiettività quando si affronta la storia, sia pure a fini spettacolari, crea sempre dei  danni; se poi la mancanza proviene da lei, che di certo è un personaggio straordinario o come spessissimo dice, riferendosi ad altri “memorabile”, e lo fa attraverso il mezzo più mediatico esistente – la televisione-  questo danno diviene assolutamente grave sino a raggiungere l’offesa. Continua a leggere

Uniti solo a parole

A volte mi chiedo se il problema siamo noi Italiani, il nostro modo d’essere, o se è “colpa” di queste continue ruberie e beghe che ci hanno fatto perdere del tutto l’amore per il nostro bel Paese.
Se al nostro posto ci fossero, che ne so, i francesi o gli inglesi, non penso che accadrebbero simili scenette.
Al contrario, invece, sarebbe orgoglio nazionale poter celebrare simili eventi.
Ma dobbiamo sempre distinguerci dall’Europa e confermare che noi italiani siamo solo pizza, pasta e mandolino! Sto parlando ovviamente del 17 marzo, giorno in cui festeggeremo i 150 anni (forse) dell’Unità d’Italia.
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