Uniamoci e partite!


Così si potrebbe parafrasare la più famosa “Armiamoci e partite”, frase usata per stigmatizzare l’atteggiamento di chi esorta gli altri a fare un’azione e poi si sottrae dall’intraprenderla lui stesso.
L’atteggiamento che si registra in Val Borbera da parte degli amministratori locali appare un po’ questo, ovvero uniamoci, ma poi nella pratica gli ostacoli restano.
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Biomasse bollenti

Sta facendo discutere la decisione delle amministrazioni comunali di Stazzano e Vignole di assegnare aree comunali per la costruzione di centrali a biomasse, anche se per ora la popolazione più allarmata è quella di Stazzano.
La realizzazione di queste centrali dovrebbe far risparmiare i Comuni sul costo del riscaldamento degli edifici pubblici, attualmente riscaldati a metano, ma ha messo in allerta molti cittadini, preoccupati dalle conseguenze che questa opera potrebbe portare nel loro paese.
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Perché prima io?

Durante la pausa estiva ho avuto modo di leggere un’intervista al sindaco di Frascaro che
riassumeva il pensiero dei piccoli amministratori, ovvero che pur essendo quelli che creano meno problemi sono i primi che lo Stato vuole eliminare.
Un elenco di tutti i pro sul mantenere in vita Frascaro e in definitiva un’analisi che potrebbe essere valida per tanti altri piccoli comuni della pianura, dove fabbriche, oneri urbanistici o attività commerciali possono garantire qualche entrata in bilancio.
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Venti burrascosi

Domenica scorsa si è svolto un bell’incontro sul Monte Chiappo per parlare di sfruttamento industriale delle montagne.
Una bella gita organizzata dal Comitato per il territorio delle quattro province
tendeva a sensibilizzare gli amanti dei nostri monti su diversi aspetti, tra cui i contestati progetti di installazione di impianti eolici industriali nella nostra zona.
Paura immotivata o reale problema?
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Cit, tagli e dismissioni

Il cielo sopra al Consorzio Intercomunale Trasporti dell’area novese pare pieno di nuvoloni neri.
Aria pesante dovuta sia ai tagli delle corse, sia ai mugugni dei Sindaci che non vogliono mollare l’osso.
Sul primo fronte sembra ci sia poco da fare, in quanto i fondi regionali e provinciali hanno subito una drastica riduzione.
La conseguenza logica è stata una riduzione delle corse, soprattutto nei giorni festivi, quando i bus viaggiano praticamente vuoti.
A pagarne le conseguenze saranno soprattutto gli anziani dei paesini, che data la non più giovane età, preferiscono lasciare a casa l’auto per recarsi a Novi o negli altri centri più popolosi della zona.
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